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Come pulire il frigorifero in maniera rapida e naturale

È da qualche giorno che il mio frigorifero emana un odoraccio, non ho ben capito quale sia l’origine, ma oggi ho deciso che la pulizia non poteva più aspettare.

Pulire il frigo mi sembrava un’operazione lunga e noiosa fino a poco tempo fa, invece devo dire che con questo metodo è diventata più breve e veloce (divertente non direi) 😀

Cosa occorre per pulire il nostro frigo al meglio? In realtà molto poco, troviamo facilmente in casa i prodotti che ci servono:

  • aceto di vino2016-04-28 16.27.15
  • acqua
  • spugna

Dopo aver spento, svutato il frigo e smontato i ripiani, basta passare l’interno con la spugna imbevuta nella soluzione di acqua e aceto (una parte di aceto per due di acqua).

È meglio evitare detergenti abrasivi o schiumosi.

Nel caso ci sia bisogno di rimovere residui di cibo si può sostituire l’aceto con il bicarbonato, è sufficiente creare una pappetta abbastanza densa e passarla dov’è necessario, risciacquando subito dopo.

Il vostro frigo sarà di nuovo pulito e profumato!

Ah un piccolo trucchetto perché non si formino cattivi odori: basta mettere all’interno del frigo una ciotolina con un paio di cucchiaini di bicarbonato!

 

 


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Pulire lo zerbino con la neve

Altro che Primavera, qui l’unica cosa vera è la neve stamattina.

Bellissima e fredda.

E quale è stato il mio secondo pensiero di stamattina? (il primo era non toglierò il pigiama finché non smette di nevicare) Finalmente posso disinfettare per bene lo zerbino!

Eh sì, perché un metodo orientale, e molto ecologico, consiste nel mettere i tappeti (di solito i persiani, che io ovviamente non ho) a faccia in giù sulla neve, in modo che penetri bene tra le fibre e riesca a portare via polvere e sporco.

E allora se funziona con i tappeti persiani perché non dovrebbe funzionare con il mio umile zerbino?

FullSizeRenderOvviamente non ha fatto un’abbondante nevicata e sul mio terrazzino la neve non si è posata quasi per niente, quindi l’ho messo a faccia in su sotto la neve per un quarto d’ora.

Poi l’ho messo a faccia in giù perché cadesse tutta la polvere intrappolata nella neve, e ora si sta asciugando.

I metodi della nonna sono sempre i migliori!


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Non è mai troppo tardi per vincere l’Oscar

Di Caprio doveva vincere l’Oscar perché mi decidessi a rispolverare il blog e scrivere un nuovo articolo dopo mesi di blocco.

Finalmente è successo, dopo diverse nomination (la prima è del 1994) la statuetta è stata assegnata anche a lui.

E cosa fa il nostro idolo sul palco degli Academy Awards dopo un lunghissimo applauso da parte di tutto il pubblico?

Prima ringrazia tutti imbarazzato e poi spende i pochi minuti a disposizione per parlare dei cambiamenti climatici.

D’altronde The Revenant è ambientato nella natura più selvaggia delle terre vergini dell’America, girato tra Stati Uniti, Canada e Argentina, mostra cascate e torrenti impetuosi, un cielo costantemente livido e distese di neve, boschi immensi, esaltati dalla regia di Iñarritu; l’intero film è una lettera d’amore alla natura, resa ancora più significativa dal fatto che è tratto da una storia vera molto toccante, che parla di sopravvivenza e adattamento alle leggi della natura, ma ancora di più dal fatto che a differenza di altri film sulla sopravvivenza, per The Revenant Iñarritu e Emmanuel Lubezki (direttore della fotografia) hanno preferito girare in ambientazioni naturali anziché utilizzare immagini create al computer.

In un’intervista Iñarritu racconta “Abbiamo girato in location così lontane che da quando le raggiungevamo a quando dovevamo andare via, era già passato il 40% della giornata. Ma quelle location sono così favolose e così potenti, sembra quasi che non siano mai state toccate dalla mano dell’uomo, ed era ciò di cui avevo bisogno. La luce è molto scarsa qui in inverno, e abbiamo girato senza luci artificiali, solo con la luce naturale. E ogni singola scena è stata davvero difficile, emotivamente, tecnicamente”.

(Traduzione mia tratta da un’intervista che potete trovare qui)

Di Caprio - Inarritu

Profilo Instagram di Leonardo Di Caprio

Ma torniamo al nostro amato Leo che ci ricorda che The Revenant parla appunto “della relazione tra l’uomo e il mondo naturale, un mondo in cui nel 2015 ci sono state le temperature più alte mai registrate, la produzione del film ha dovuto spostarsi all’estremità più meridionale del pianeta per riuscire a trovare la neve. Il cambiamento climatico è reale, sta accadendo ora. È la minaccia più pericolosa che incombe su tutte le specie, e dobbiamo lavorare insieme e smetterla di procrastinare. Dobbiamo appoggiare i leader di tutto il mondo non quelli che parlano per i grandi inquinatori, ma quelli che parlano per l’umanità intera, per gli indigeni del mondo, per i miliardi di persone non privilegiate che sono là fuori e che ne risentiranno maggiormente. Per i figli dei nostri figli, e per quelle persone la cui voce è sovrastata dalla politica dell’avidità. Ringrazio tutti per questo meraviglioso premio stasera. Non diamo il nostro pianeta per scontato. Io non do per scontato questa serata. Grazie mille a tutti.”

(traduzione mia, video e testo del discorso  qui)

Non so a voi ma a me è scappato l’applauso spontaneo, questo discorso finirà negli annali dell’Academy!

Se volete saperne di più su ciò che fa Leo per l’ambiente questo è il link del sito dell’organizzazione a cui da voce.

Non procrastiniamo, diamoci da fare. Bastano poche piccole pratiche da mettere in atto ogni giorno. Più siamo, meglio è!


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I dolori del povero ciclista

Tempo fa ho parlato delle gioie dell’andare in bici in questo articolo, ma siamo sicuri che andare in bici sia poi così piacevole? Noi ciclisti siamo una categoria di masochisti.

Ma come mi vengono in mente queste cose?? Ovviamente pedalando. Poi ora che l’inverno si è imposto prepotentemente, e io vado in giro peggio dell’omino Michelin, gli spunti aumentano. (Potrebbe andare peggio.. Potrebbe nevicare!)

Innanzitutto la prima cose che succede appena inizio a pedalare è uno sversamento di liquidi. I miei occhi si riempiono di lacrime e penso che quei 10 minuti preziosissimi che ho impiegato a truccarmi alla meglio potevo risparmiarmeli. Ma tanto ogni giorno la stessa storia, sono recidiva. Per non parlare degli sguardi impietositi dei pedoni che incrocio: -Anvedi questa,  je sarà appena morto il gatto!

E il naso? Ne vogliamo parlare? Mi sembra di essere un cane, naso perennemente umido, non potete capire quanto sia difficile soffiarsi il naso con i guanti, l’uso delle mani limitato per via del freddo e il fatto che con la mano inguantata  recuperare il fazzoletto all’interno della tasca del piumino è una vera impresa, un disastro!

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L’aggressività e gli insulti sono sempre in agguato, ormai si sa che il ciclo della vita va così: il pedone insulta il ciclista, il ciclista insulta l’automobilista, che insulta il ciclista e i pedoni, che insultano gli automobilisti , così all’infinito… Io ho deciso, quando posso, di rispondere con amorevoli baci volanti! Quando becco l’automobilista parcheggiato sulla ciclabile gli faccio notare educatamente che lì non può stare, a volte riparte il ciclo dell’insulto, ma cerco sempre di limitare.

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L’attenzione deve essere costante! I 5 sensi devono cooperare costantemente, manco fossi un ninja! Occhi dappertutto come un camaleonte, udito di un pipistrello, arti felini agili e scattanti. I pericoli sono tanti e bisogna evitarli come le merde (tipo quelle ben piazzate al centro della ciclabile).

Eh ma quali pericoli ci saranno mai ? Sì sì miei cari, vi assicuro che fare lo slalom tra le auto parcheggiate sulla ciclabile e i pedoni che camminano manco stessero giocando a mosca cieca sulle piste promiscue abbiamo un bel da fare, a volte mi sento una novella Deborah Compagnoni. Per non parlare delle auto che passano tranquillamente col rosso e fanno manovre che manco Vin Diesel!

Dulcis in fundo, credo di avere i polmoni neriiiiiii neriiiii neriiii, merito dei livelli di Pm10 alle stelle, e che l’amministrazione cerca di combattere dicendo a noi ciclisti di mettere la mascherina…e vabbè…allora ditelo che vi piace l’insulto facile!

E voi che vi muovete in bici cos’è che proprio non sopportate? Cosa vi fa andare in bestia?


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Usi alternativi del tè

Stamattina mentre sorseggiavo il mio tè fissavo le foglioline inumidite e mi chiedevo che cosa avrei potuto farne. Mi dispiaceva abbandonarle già nel secchio dell’umido ed ero certa che avrei potuto riutilizzarle. E infatti è bastato fare una ricerca velocissima sul web per trovare un’infinità di spunti.

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Pulizie e igiene

Deodorante per frigorifero: le foglioline già utilizzate per il nostro tè possono aiutare ad assorbire i cattivi odori del frigo. Basta farle asciugare e metterle all’interno del frigorifero in una ciotolina.

Pot-pourri: dopo averle fatte asciugare, le foglioline possono essere mescolate a scorze di agrumi essiccate e spezie, come ad esempio cannella e chiodi di garofano, per ottenere il vostro pot-pourri.

Sacchetti profumati: sempre dopo averle fatte asciugare, le foglioline possono essere messe in dei sacchettini di organza e arricchiti o con fiori di lavanda o con qualche goccia di olio essenziale per profumare l’armadio o l’automobile.

Bellezza

Pediluvio: si possono mettere in infusione una seconda volta e utilizzare il tè per un pediluvio rinfrescante;

Collutorio: rimettendo in infusione una seconda volta, magari aggiungendo qualche foglia di menta, si ottiene un efficace collutorio; lo stesso infuso si può utilizzare per fare dei gargarismi in caso di mal di gola, poiché il tè ha una potente azione antibatterica;

Tonico: il tè ottenuto dalla seconda infusione arricchito con qualche goccia di limone diventa un tonico;

Decongestionante: il tè è ottimo per alleviare le borse sotto gli occhi. Si possono utilizzare direttamente le bustine, o se anche voi come me utilizzate il tè sfuso, si possono intingere dei dischetti di cotone nel tè e applicarli sugli occhi.

Lo stesso infuso è ottimo anche per alleviare scottature, arrossamenti e per far andare via più in fretta i brufoletti.

Giardinaggio

Fertilizzante: il tè verde è un ottimo fertilizzante. Si possono mettere le foglioline in infusione per un paio di giorni e utilizzare l’acqua per innaffiare le vostre piante.

Io credo che oggi proverò a fare il collutorio. E voi? Avete qualche idea?

2015-11-21 09.54.09E ricordatevi che comprare il tè sfuso aiuta ad eliminare molti imballaggi!


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Nuova vita di una vecchia saponetta: il sapone liquido fatto in casa

Avete anche voi delle saponette che non usate più? Io le trovo terribilmente scomode e anche poco igieniche.

Quindi ho deciso di trasformare le saponette che ho in un comodo e pratico sapone liquido. Inoltre con una sola saponetta si ottiene una notevole quantità di sapone liquido, quindi c’è anche un piccolo risparmio economico.

La ricetta è semplicissima, ma è un po’ da sperimentare, poiché dipende molto da quanto è vecchia la saponetta.

Gli ingredienti sono solo due:

1 saponetta

acqua (circa 6 volte il peso della saponetta)

Si possono aggiungere a piacere alcune gocce di olio essenziale.

Inoltre servono una grattugia, una pentola, un cucchiaio di legno, un pinipimer (facoltativo) e dei contenitori vuoti.

Grattugiate il sapone, versatelo nella pentola, aggiungete poca acqua, accendete il fornello e mescolate.

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Dopo un po’ di tempo, quando il sapone si è sciolto abbastanza e il tutto inizia a sobbollire, aggiungete l’acqua che vi rimane poco per volta, continuando a mescolare. Portate brevemente a ebollizione e lasciate intiepidire. A questo punto il sapone dovrebbe essere molto liquido.

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Una volta intiepidito, se avete il pinipimer potete mescolarlo, per sciogliere gli ultimi grumi, e aggiungere gli oli essenziali. (Io questo passaggio l’ho saltato, ma il mio sapone era tutto sciolto).

Aspettate che si raffreddi del tutto, perché se avete aggiunto poca acqua è possibile che si rapprenda troppo e poi non riuscirete a tirarlo fuori dai flaconi; se dovesse succedere ripetere tutto il procedimento aggiungendo più acqua (io l’ho dovuto fare più volte, ma la mia saponetta era vecchiotta!), se invece è troppo liquido basta farlo bollire un po’, per far evaporare l’acqua in eccesso.

Sono riuscita a riempire 2 flaconi da un litro, il dispenser che uso solitamente per il sapone e 2 flaconcini più piccoli.

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Finalmente ho potuto utilizzare quelle saponette che se ne stavano tristi in fondo al mobile del bagno!

La ricetta l’ho trovata qui: http://www.glialchimisti.com/2011/03/come-trasformare-il-sapone-solido-in.html


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La Casa dell’Acqua è arrivata!

Finalmente ci siamo! Tra pochi minuti sarà inaugurata la Casa dell’Acqua nel mio paese.

Casa dell'Acqua

Casa dell’Acqua

Era da un po’ che attendevo trepidante questo giorno. Credo che sia una piccola rivoluzione.
Con iniziative di questo genere, mirate all’ecosostenibilità, si può davvero credere in un futuro con meno bottiglie di plastica.
Inoltre in questo modo avremo la diminuzione delle sostanze inquinanti e della CO2 legate alla produzione e al trasporto delle bottiglie di plastica e la diminuzione dei costi per lo smaltimento dei rifiuti.
Il distributore di acqua self-service fornisce l’acqua potabile direttamente dalla rete idrica locale, quindi è “un’acqua a km 0”. I carboni attivi e i raggi UV permettono di avere un’acqua pura e correggono quel sapore che solitamente troviamo nell’acqua del rubinetto.
I costi sono poi davvero convenienti: 0,04 centesimi al litro per l’acqua naturale e 0,05 centesimi al litro per la gassata e per la naturale fredda.
Il sistema è poi programmato per erogare un litro per volta, evitando gli sprechi.
Il consiglio è quello di organizzarsi con delle bottiglie di vetro da litro, oppure dei contenitori più grandi, ad esempio da 5 litri da travasare poi a casa.

Inaugurazione fontana 24 aprile 1915

Inaugurazione fontana
24 aprile 1915

È un po’ un ritorno alle origini, quando i nostri genitori e i nostri nonni andavano a prendere l’acqua alla fontana del paese. Loro sì che erano eco-sostenibili.

Questa è una bellissima filastrocca di Roberto Piumini.

Vi lascio anche le parole della canzoncina che i bambini canteranno oggi all’inaugurazione.
Perché l’educazione all’ambiente delle nuove generazioni è la chiave per un futuro più sostenibile!

“Qui c’è un bene preziosoacqua
cui non facciamo caso,
acqua, acqua che dono per ogni creatura.

Nasce dalle montagne
scorre nelle campagne
placa la nostra sete
in ogni momento è vita per noi

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua azzurra che disseta.

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua che fa bene a noi.

Del tuo bene prezioso facciamo buon uso
acqua noi non ti dobbiamo sprecare
scorri dalle sorgenti
ci fai tutti contenti
ora ti rispettiamo e ci dissetiamo venendo da te

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua azzurra che disseta.

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua che fa bene a noi. ”

Acqua che dà vita – Gabriella Marolda
Una città pulita
https://itunes.apple.com/it/album/una-citta-pulita/id464047163