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Non è mai troppo tardi per vincere l’Oscar

Di Caprio doveva vincere l’Oscar perché mi decidessi a rispolverare il blog e scrivere un nuovo articolo dopo mesi di blocco.

Finalmente è successo, dopo diverse nomination (la prima è del 1994) la statuetta è stata assegnata anche a lui.

E cosa fa il nostro idolo sul palco degli Academy Awards dopo un lunghissimo applauso da parte di tutto il pubblico?

Prima ringrazia tutti imbarazzato e poi spende i pochi minuti a disposizione per parlare dei cambiamenti climatici.

D’altronde The Revenant è ambientato nella natura più selvaggia delle terre vergini dell’America, girato tra Stati Uniti, Canada e Argentina, mostra cascate e torrenti impetuosi, un cielo costantemente livido e distese di neve, boschi immensi, esaltati dalla regia di Iñarritu; l’intero film è una lettera d’amore alla natura, resa ancora più significativa dal fatto che è tratto da una storia vera molto toccante, che parla di sopravvivenza e adattamento alle leggi della natura, ma ancora di più dal fatto che a differenza di altri film sulla sopravvivenza, per The Revenant Iñarritu e Emmanuel Lubezki (direttore della fotografia) hanno preferito girare in ambientazioni naturali anziché utilizzare immagini create al computer.

In un’intervista Iñarritu racconta “Abbiamo girato in location così lontane che da quando le raggiungevamo a quando dovevamo andare via, era già passato il 40% della giornata. Ma quelle location sono così favolose e così potenti, sembra quasi che non siano mai state toccate dalla mano dell’uomo, ed era ciò di cui avevo bisogno. La luce è molto scarsa qui in inverno, e abbiamo girato senza luci artificiali, solo con la luce naturale. E ogni singola scena è stata davvero difficile, emotivamente, tecnicamente”.

(Traduzione mia tratta da un’intervista che potete trovare qui)

Di Caprio - Inarritu

Profilo Instagram di Leonardo Di Caprio

Ma torniamo al nostro amato Leo che ci ricorda che The Revenant parla appunto “della relazione tra l’uomo e il mondo naturale, un mondo in cui nel 2015 ci sono state le temperature più alte mai registrate, la produzione del film ha dovuto spostarsi all’estremità più meridionale del pianeta per riuscire a trovare la neve. Il cambiamento climatico è reale, sta accadendo ora. È la minaccia più pericolosa che incombe su tutte le specie, e dobbiamo lavorare insieme e smetterla di procrastinare. Dobbiamo appoggiare i leader di tutto il mondo non quelli che parlano per i grandi inquinatori, ma quelli che parlano per l’umanità intera, per gli indigeni del mondo, per i miliardi di persone non privilegiate che sono là fuori e che ne risentiranno maggiormente. Per i figli dei nostri figli, e per quelle persone la cui voce è sovrastata dalla politica dell’avidità. Ringrazio tutti per questo meraviglioso premio stasera. Non diamo il nostro pianeta per scontato. Io non do per scontato questa serata. Grazie mille a tutti.”

(traduzione mia, video e testo del discorso  qui)

Non so a voi ma a me è scappato l’applauso spontaneo, questo discorso finirà negli annali dell’Academy!

Se volete saperne di più su ciò che fa Leo per l’ambiente questo è il link del sito dell’organizzazione a cui da voce.

Non procrastiniamo, diamoci da fare. Bastano poche piccole pratiche da mettere in atto ogni giorno. Più siamo, meglio è!

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La Casa dell’Acqua è arrivata!

Finalmente ci siamo! Tra pochi minuti sarà inaugurata la Casa dell’Acqua nel mio paese.

Casa dell'Acqua

Casa dell’Acqua

Era da un po’ che attendevo trepidante questo giorno. Credo che sia una piccola rivoluzione.
Con iniziative di questo genere, mirate all’ecosostenibilità, si può davvero credere in un futuro con meno bottiglie di plastica.
Inoltre in questo modo avremo la diminuzione delle sostanze inquinanti e della CO2 legate alla produzione e al trasporto delle bottiglie di plastica e la diminuzione dei costi per lo smaltimento dei rifiuti.
Il distributore di acqua self-service fornisce l’acqua potabile direttamente dalla rete idrica locale, quindi è “un’acqua a km 0”. I carboni attivi e i raggi UV permettono di avere un’acqua pura e correggono quel sapore che solitamente troviamo nell’acqua del rubinetto.
I costi sono poi davvero convenienti: 0,04 centesimi al litro per l’acqua naturale e 0,05 centesimi al litro per la gassata e per la naturale fredda.
Il sistema è poi programmato per erogare un litro per volta, evitando gli sprechi.
Il consiglio è quello di organizzarsi con delle bottiglie di vetro da litro, oppure dei contenitori più grandi, ad esempio da 5 litri da travasare poi a casa.

Inaugurazione fontana 24 aprile 1915

Inaugurazione fontana
24 aprile 1915

È un po’ un ritorno alle origini, quando i nostri genitori e i nostri nonni andavano a prendere l’acqua alla fontana del paese. Loro sì che erano eco-sostenibili.

Questa è una bellissima filastrocca di Roberto Piumini.

Vi lascio anche le parole della canzoncina che i bambini canteranno oggi all’inaugurazione.
Perché l’educazione all’ambiente delle nuove generazioni è la chiave per un futuro più sostenibile!

“Qui c’è un bene preziosoacqua
cui non facciamo caso,
acqua, acqua che dono per ogni creatura.

Nasce dalle montagne
scorre nelle campagne
placa la nostra sete
in ogni momento è vita per noi

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua azzurra che disseta.

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua che fa bene a noi.

Del tuo bene prezioso facciamo buon uso
acqua noi non ti dobbiamo sprecare
scorri dalle sorgenti
ci fai tutti contenti
ora ti rispettiamo e ci dissetiamo venendo da te

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua azzurra che disseta.

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua che fa bene a noi. ”

Acqua che dà vita – Gabriella Marolda
Una città pulita
https://itunes.apple.com/it/album/una-citta-pulita/id464047163


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22 Aprile. Giornata Mondiale della Terra. Earth Day

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Nel 1970 le Nazioni Unite istituirono la Giornata Mondiale della Terra,  Earth Day, la più grande manifestazione del pianeta dedicata ai temi della protezione ambientale. Nacque dalla volontà di un movimento ecologista che decise di fissarla proprio il 22 di aprile.

Ma qual è l’obiettivo di questa giornata? Innanzitutto ricordarci che la nostra Terra è ricca e generosa e dobbiamo prendercene cura. Quindi oggi è la sua giornata speciale, in cui tutti noi possiamo fare anche solo un’azione verde.  La mobilitazione coinvolge i cinque continenti ed è davvero la più trasversale possibile tra le tante giornate mondiali a cui assistiamo.

Va bene qualsiasi cosa che aiuti la Terra: possiamo ridurre il nostro impatto ambientale riducendo i consumi, possiamo firmare una petizione, possiamo fare educazione ambientale, piantare un seme. Le idee e le azioni sono tantissime, basta cercare un po’ e sono sicura che troverete la vostra azione verde.

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Qui c’è il sito italiano, dove sono elencati tutti gli eventi di oggi e dove potrete trovare tantissimi altri spunti e informazioni.

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Anche Google festeggia a modo suo questo evento, il doodle di oggi è un simpatico quiz che vi farà scoprire a quale animale mammut

assomigliate, prendendo come spunto le abitudini quotidiane. Io sono un Mammut, e voi? 🙂

La Nasa ha lanciato il #NoPlaceLikeHome project, perché tutti possano condividere sui social foto e video che rappresentino l’unicità di ogni luogo. Usate anche voi l’hashtag dedicato, per rispondere alla domanda: quale è il tuo posto preferito sulla Terra?

È un modo per mostrare al mondo che ogni ecosistema, paesaggio e ambiente merita rispetto.

E passato il giorno mondiale ci dimentichiamo della Terra? Certo che no! Prendendo spunto da questa giornata particolare possiamo far sì che ogni giorno sia la Giornata Mondiale della Terra!


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Trashout: l’app per segnalare le discariche abusive

Ho sempre pensato che abbandonare i rifiuti per strada o nelle campagne è quanto di più stupido si possa fare.

Purtroppo non tutti si rendono conto che, oltre a fare del male all’ambiente e quindi a noi stessi, è uno spreco inutile di risorse economiche. Come citava un famoso cartello, che un comune cittadino di Altamura si era preso la briga di installare, “Chi abbandona i rifiuti è per tre volte…” ingrato:

1) perché li potrebbe depositare comodamente nel cassonetto all’uscita di casa

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2) perché paga ugualmente la tassa sui rifiuti” (e sarebbe un ulteriore spreco) e

3) perché per quel poco che gli resta ancora da vivere potrebbe godersi un ambiente più salutare.

Cosa possiamo fare noi, comuni cittadini, per limitare questa inciviltà ?

Dando per scontato che nessuno di voi abbandona i rifiuti in giro, abbiamo il diritto e dovere di fare le lavate di testa a chi invece pensa di non fare alcun danno, senza rendersi invece conto che il danno c’è, eccome! Quindi informare e dare l’esempio è sempre cosa buona e giusta.

Inoltre, visto che fortunatamente le questioni ambientali stanno sempre più a cuore a molte persone, volevo segnalarvi questa fantastica app: Trashout, un progetto di salvaguardia ambientale che mira a localizzare e mappare le discariche abusive in tutto il mondo.

È disponibile per IPhone, Android e Windows phone, quindi non avete scuse! E poi è molto semplice.

Una volta installata permetterà di segnalare le discariche illegali, con l’obiettivo finale di eliminarle, per un ambiente più sano e più pulito.

Ognuno di noi può contribuire alla risoluzione del problema, aiutando anche associazioni e istituzioni a migliorare e proteggere l’ambiente in cui viviamo.

Cosa aspettate? Installate e segnalate! trashout

Io l’ho già fatto 🙂 🙂 🙂


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Si può fare!

Felicissima per aver fatto il mio dovere di buona cittadina, cioè aver portato all’ecocentro gli elettrodomestici non funzionanti, le lampadine fulminate, l’olio esausto, in sella alla mia bici mi avviavo verso casa, sulle note di Edward Sharpe e la sua “Man on fire”.

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Ferma al semaforo, ho iniziato a guardarmi attorno, all’orizzonte si stagliavano le colline torinesi, Superga faceva capolino, la neve qua e là piano piano si scioglieva sotto i raggi caldi del sole di oggi; poi ho visto lui…

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Lo strato di smog!

E allora mi sono chiesta, un po’ amareggiata, “a che serve che io mi carichi come un mulo, per andare a gettare i rifiuti correttamente a più di 3km da casa, anziché buttare tutto nell’indifferenziato sotto casa, se alla maggior parte delle persone non importa niente della salute del pianeta sul quale viviamo?”
Però no, non farò prevalere questi sentimenti di avvilimento, ma continuerò a fare la cosa giusta! Se lo facciamo tutti possiamo cambiare le sorti dell’ambiente e rendere le nostre città un posto migliore dove abitare!
Per citare Frederick di Frankenstein Junior: “SI PUÒ FARE!!


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5 Febbraio, Giornata Mondiale contro lo spreco alimentare

Il Ministero dell’Ambiente italiano affronta per la prima volta il problema degli sprechi alimentari in Italia, seguendo le indicazioni dalla Commissione Europea, e il 5 Febbraio 2014 proclama, attraverso il PINPAS, la prima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare.

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Il PINPAS, Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, è formato da un Gruppo di Lavoro coordinato dal presidente di Last Minute Market Andrea Segrè, docente all’Università di Bologna e promotore della campagna europea “Un anno contro lo spreco”; fanno parte la scrittrice Susanna Tamaro, in prima linea nella battaglia contro lo spreco, lo scienziato Vincenzo Balzani, la regista Maite Carpio, attiva nella solidarietà e fondatrice dell’onlus Agenda Sant’Egidio, l’attore e scrittore Giobbe Covatta, da sempre impegnato in iniziative di solidarietà.

La loro missione è quella di intervenire nel più breve tempo possibile e trovare una soluzione allo spreco alimentare. Una delle iniziative che sta per essere introdotta è il “Diario domestico dello spreco alimentare”, coinvolgerà un campione rappresentativo di famiglie italiane, per monitorare scientificamente il cibo sprecato.

I luoghi dello spreco sono mense, supermercati e ristoranti, ma anche noi, nel nostro piccolo sprechiamo molto cibo. Secondo un’indagine realizzata da Gfk Eurisko, con la collaborazione di Auchan e Simply, ogni anno in media una famiglia butta 49 kg di cibo. In Italia ogni anno vengono buttati 1,19 milioni di tonnellate di alimenti. In termini economici questo corrisponde a circa 7,65 miliardi di euro (316 € per famiglia). L’indagine ha anche “pesato” lo spreco annuale per le diverse tipologie di alimenti. Gli sprechi maggiori riguardano la verdura (10,7 kg), la frutta (9,9 kg), il pane (9,1 kg), e la pasta (6,0 kg) mentre minori risultano le quantità sprecate per gli alimenti più costosi: carne (4,5 kg), formaggi (2,1 kg), pesce (1,8 kg), surgelati (1,8 kg) e salumi (1,2).

Un'”abitudine” che si riflette negativamente anche sull’ambiente, come sottolinea il Wwf. Il Dipartimento di gestione ambientale e delle risorse naturali della FAO sostiene che l’impronta di carbonio del cibo prodotto ma non mangiato e quindi sprecato ogni anno, viene stimata in 3,3 miliardi di tonnellate di Co2, una cifra complessiva che inserisce questo sconcertante dato di emissioni di prodotti che non vengono neanche utilizzati, al terzo posto nella classifica dei maggiori emettitori di Co2 a livello mondiale dopo Cina e Stati Uniti.

Non solo, il consumo di acqua collegato allo spreco alimentare è di circa 250 km cubici.

Ma noi cosa possiamo fare per limitare lo spreco?

Lo scorso anno, ho preso consapevolezza che anch’io, nel mio piccolo, di cibo ne ho sprecato tanto, ho quindi cercato di fare acquisti consapevoli.

Ho deciso di non frequentare più i grandi supermercati, sia perché non ero soddisfatta della qualità di alcuni cibi, come ad esempio la carne, e poi perché con le loro offerte, (purtroppo una delle mie più gradi passioni è sfogliare i volantini), ti portano a comprare più del necessario.

Per la frutta e la verdura ho scelto di servirmi da un fruttivendolo che vende, per la maggior parte dei casi, prodotti a km0, prodotti nella sua azienda agricola.

Anche per la carne ho preferito andare dal macellaio sotto casa.

Ho poi scoperto e iniziato a sperimentare il Gruppo d’acquisto collettivo, si ordina la spesa comodamente seduti davanti al pc e poi la si ritira la settimana successiva. Vi consiglio di dare un’occhiata al sito di Sostenibile, ma immagino che sia una soluzione presente in molte località d’Italia. Grazie al GAC, oltre ad acquistare solo prodotti di ottima qualità e bio, ho acquistato solo le cose davvero necessarie.

Un’altra trovata molto furba l’hanno sviluppata due ragazzi nell’incubatore d’impresa del Politecnico di Torino. Si tratta di Last Minute sotto casa, un portale contro lo spreco di cibo, il meccanismo è semplicissimo: ci si registra al portale e si ricevono le offerte dei negozianti della propria zona che propongono sconti sulla merce fresca che altrimenti finirebbe invenduta. Quindi si risparmia e si evita lo spreco di cibo.

Altri semplici accorgimenti alla portata di tutti possono fare la differenza: è bene controllare gli alimenti in frigo e in freezer; ordinare la dispensa per evitare di lasciare prodotti in giacenza fino alla scadenza; conservare gli alimenti che non si consumeranno subito in freezer; provare a mettersi alla prova con la cucina degli avanzi, qui un piccolo ricettario; e poi, perché no, provare a coltivare qualcosa, e con l’aiuto di una piccola compostiera si possono anche utilizzare i propri rifiuti organici per concimare le piante.

Perciò, cosa aspettate? Non sprecate!

E se avete qualche piccolo suggerimento da aggiungere, sarei molto felice di leggervi!

7222_pdf2_Just EatIit poster  24 36 FLAT with bleedVi segnalo inoltre un bellissimo documentario, Just Eat It (qui il trailer), per comprendere meglio cosa vuol dire spreco alimentare nella GDO.  È un esperimento diventato documentario, di un regista e una produttrice canadesi, che scioccati da quanto cibo si spreca ogni giorno nel mondo, hanno deciso di eliminare la spesa nei supermercati e nutrirsi (bene) solo con ciò che negozi e produttori agricoli e industriali decidevano di buttare, un po’ estremo ma di grande impatto!


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Le vecchie (sane) abitudini stanno per tornare

Pochi giorni fa ho avuto un curioso dibattito con mia mamma in merito alle buste per il pane.

Proprio così.

Tornando dal supermercato, ci siamo accorte che i nostri due panini integrali erano chiusi in una busta di carta e di plastica enorme. Per due bocconcini.

Giunte a casa, mia mamma ed io abbiamo cominciato a discutere su quanto fosse fastidiosa per noi quella confezione:

  • La busta viene pesata con il pane all’interno e, di conseguenza, ci viene fatta pagare.
  • Essendo in parte di plastica trasparente ed in parte di carta, risulta difficile e scomodo il riciclaggio della busta.
  • È un notevole spreco di materiale, poiché non ci è stato dato un sacchetto proporzionato alla quantità di pane.

Per questi motivi abbiamo pensato ad una soluzione simpatica, efficacie ed eco-friendly, come piace a noi:

la busta per il pane.

Le sacche di stoffa per il pane venivano utilizzate moltissimo fino ad una trentina di anni fa, quando ancora si usavano le bottiglie di vetro e le si portava al supermercato per riempirle di acqua o di latte. Ve ne propongo una vintage, è stata infatti cucita da mia nonna quando era giovane:

Buste per il pane-2

Le borse per il pane sono senz’altro la soluzione più ecologica ( ed originale! ) per rimanere a basso impatto ambientale, evitando inutili sprechi di carta e risparmiando.

È possibile utilizzarle in panetteria, chiedendo di pesare soltanto il pane e –voilà- il gioco è fatto.

Se non volete acquistarla, potete sempre crearvene una personalizzata a casa, sono semplici da cucire, oppure potete scavare in qualche vecchio baule a casa delle vostre nonne o zie, alla ricerca di una borsa per il pane originale!