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Nuova vita di una vecchia saponetta: il sapone liquido fatto in casa

Avete anche voi delle saponette che non usate più? Io le trovo terribilmente scomode e anche poco igieniche.

Quindi ho deciso di trasformare le saponette che ho in un comodo e pratico sapone liquido. Inoltre con una sola saponetta si ottiene una notevole quantità di sapone liquido, quindi c’è anche un piccolo risparmio economico.

La ricetta è semplicissima, ma è un po’ da sperimentare, poiché dipende molto da quanto è vecchia la saponetta.

Gli ingredienti sono solo due:

1 saponetta

acqua (circa 6 volte il peso della saponetta)

Si possono aggiungere a piacere alcune gocce di olio essenziale.

Inoltre servono una grattugia, una pentola, un cucchiaio di legno, un pinipimer (facoltativo) e dei contenitori vuoti.

Grattugiate il sapone, versatelo nella pentola, aggiungete poca acqua, accendete il fornello e mescolate.

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Dopo un po’ di tempo, quando il sapone si è sciolto abbastanza e il tutto inizia a sobbollire, aggiungete l’acqua che vi rimane poco per volta, continuando a mescolare. Portate brevemente a ebollizione e lasciate intiepidire. A questo punto il sapone dovrebbe essere molto liquido.

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Una volta intiepidito, se avete il pinipimer potete mescolarlo, per sciogliere gli ultimi grumi, e aggiungere gli oli essenziali. (Io questo passaggio l’ho saltato, ma il mio sapone era tutto sciolto).

Aspettate che si raffreddi del tutto, perché se avete aggiunto poca acqua è possibile che si rapprenda troppo e poi non riuscirete a tirarlo fuori dai flaconi; se dovesse succedere ripetere tutto il procedimento aggiungendo più acqua (io l’ho dovuto fare più volte, ma la mia saponetta era vecchiotta!), se invece è troppo liquido basta farlo bollire un po’, per far evaporare l’acqua in eccesso.

Sono riuscita a riempire 2 flaconi da un litro, il dispenser che uso solitamente per il sapone e 2 flaconcini più piccoli.

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Finalmente ho potuto utilizzare quelle saponette che se ne stavano tristi in fondo al mobile del bagno!

La ricetta l’ho trovata qui: http://www.glialchimisti.com/2011/03/come-trasformare-il-sapone-solido-in.html

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Eventi Green della mia Estate Salentina

Sì… sto cercando di farmene una ragione: l’estate sta finendo. Fa già più fresco e la mia gola ne ha già risentito (sono corsa ai ripari con un fantastico rimedio naturale!).
Per fortuna, però, mi porto con me delle splendide esperienze, oltre che una favolosa abbronzatura 😉

È stata un’estate ricca, e la cosa che più mi è piaciuta è stato vedere quanto le tematiche ambientali e la salvaguardia della natura abbiano preso piede.

Ho iniziato la mia estate green domenica 2 agosto, con la festa di inaugurazione dei “nuovi rifugi d’artista” all’interno del Parco dei paduli (ve ne avevo parlato qui) dove sono stati presentati i nuovi progetti vincitori di “Nidificare i Paduli”. Il parco si sta trasformando in un museo a cielo aperto, le opere sono un omaggio alla natura e a ciò che ci offre. Quest’anno durante il workshop sono state realizzate la “Nziddha” e “L’osservatorio dei sogni”.
La serata è stata allietata dal quartetto d’archi Dissonanze, seguito dai djset di Joao Capoca, Stefano Scuro e Errico “Ruspa” Carcagni.

Durante la serata si poteva degustare l’olio prodotto dagli alberi presenti negli oliveti abbandonati che sono stati recuperati da questo progetto.

Nella notte tra il 3 e il 4 agosto invece l’esperienza più magica e suggestiva di tutta l’estate. L’Alba in jazz, evento all’interno del Locomotive Jazz Festival, a Marina Serra.

Alba in Jazz

Dalle 2:00 alle 4:00 moltissime persone hanno aspettato l’alba con quella potenza di donna che è Fiorella Mannoia, accompagnata da Raffaele Casarano 6tet, William Greco, Marco Bardoscia, Marcello Nisi, Alessandro Monteduro e Carlo De Francesco. Sulle note di Sally e Quello che le donne non dicono abbiamo contemplato il sorgere del sole.

Tra una pezzo e l’altro Fiorella si è espressa contro le trivelle e gli abusi sul patrimonio naturalistico e sull’importanza della difesa del territorio. Sugli abusi subiti dal Meridione, ha fatto cenno a Terroni, scritto da Pino Aprile. È bello vedere che anche le persone dello spettacolo sono testimoni dell’impegno sociale e ambientale. Penso che tramite loro i messaggi possano arrivare molto lontano. 

L‘intero Festival, che era stato presentato tra gli alberi della Villa Comunale di Lecce, il cui tema era “L’equilibrista”, ha messo al centro dell’attenzione l’ambiente, la tutela del paesaggio e il rispetto delle bellezze storiche e architettoniche, in collaborazione con il FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Il 16 agosto invece è toccato al concerto dei Negrita, località Porto Selvaggio.

A parte il bellissimo concerto (per il quale in realtà ci sono state delle polemiche e un esposto da parte delle associazioni ambientaliste Fare Verde, Italia Nostra e Lipu per valutare la compatibilità dell’evento con l’area naturale protetta di Porto Selvaggio) la cosa che mi ha piacevolmete colpito è stata trovare un banchetto di Ecofesta Puglia, l’isola ecologica per la raccolta differenziata e i loro informatori ecologici. Ecofesta, che non conoscevo, è una certificazione che permette di ridurre l’impatto ambientale degli eventi che si organizzano. In che modo? Grazie alla riduzione e differenziazione dei rifiuti, la compensazione delle emissioni di CO2, l’informazione e la sensibilizzazione.

Questo è il simpatico gadget che mi è stato regalato 🙂

Caramella di compost ottenuto con i rifiuti di eventi

Caramella di compost ottenuto con i rifiuti di eventi

E infine l’evento più importante per quel che riguarda l‘agricoltura sostenibile, l’eco-artigianato, la tutela del territorio e della biodiversità locale e la salute dell’ambiente: la Notte Verde di Castiglione d’Otranto il 29 agosto.

I promotori di questa iniziativa sono gli attivisti dell’associazione Casa delle Agriculture Associazione Tullia e Gino Girolomoni  e il Comitato Notte Verde.

La serata del 29 agosto è stata preceduta dal “Preludio alla Notte Verde” , il 27 e 28 agosto, con due workshop in cui si è discusso di bioarchitettura, è stata presentata la prima casa in calce canapa del Salento, e della promozione di una cultura dell’alternativa ai pesticidi e dell’alimentazione responsabile.

L’importante novità di questa IV edizione è stata la possibilità di raggiungere Castiglione con la bicicletta, attraverso la ciclovia temporanea: percorsi rurali illuminati in maniera sostenibile da fonti alternative di energia e attraversata da segnaletica temporanea, a cura dell’associazione Città Fertile.

Una meravigliosa luna piena ci ha accompagnato alla scoperta di questo evento. Entrando dalla Strada Maestra della Biodiversità, la prima cosa che mi sono trovata davanti è stata una lunga distesa di spighe dorate. L’attenzione è puntata sulla riproduzione delle nostre specie autoctone e il recupero della biodiversità cerealicola, orticola, frutticola. Erano presenti anche Associazione Presenteèfuturo , Salento Km0 con la mappa del Salento sostenibile e una piccola mostra pomologica, Banca dei Semi Salentini con i semi e le piante tradizionali per preparare l’orto per l’inverno, Vivaio Roberto de Giorgi, Mulino Maggio con le farine.

In piazza si stava già esibendo Stu Larsen, cantautore australiano. Dopo aver suonato in tutto il mondo con l’amico Mike Rosemberg (Passenger), ha presentato il suo album Vagabond qui, nella sua unica data in Puglia.

Dalla piazza la notte verde si snoda in tutte le stradine del centro storico, ogni strada è dedicata a un tema specifico:

La Corte del Pane

Un forno a pietra acceso al quale si alterneranno quattro maestri panificatori salentini ognuno con il suo lievito madre, la sua sensibilità e esperienza.

con Ass. Auser, G. Giancane, Luigi Musarò, Az. Agricola Fontanelle

La Strada delle interazioni culinarie

Show cooking: I prodotti naturali salentini interagiscono con i saperi culinari di tutto il mondo.

con Osama Shorbaji (Palestina), Malek Iftikar (Pakistan), Ahmed Mohammad (Iraq) idubor Sylvester (Nigeria), Miduzul Mohammad (Bangladesh)

La Strada della Canapa

La canapa in molte delle sue tante possibilità: percorsi di trasformazione da fibra a filato e poi in tessuto, in biedilizia con la sperimentazione del composto calce canapa, alimentare con i suoi tanti utilizzi.

con Ass. Assocanapa, South Hemp Tecno, Az. Tessile Tre Campane, Casa delle Agriculture

La Strada del Parco Otranto – Leuca

I risultati dei laboratori SAC Porta d’Oriente e del progetto Joy che ha l’intento di costruire la comunità del Parco.

con il Parco Costa Otranto – S.M. Leuca e le tante associazioni, cooperative, artigiani e agricoltori coinvolti.

La Corte dei Pacci

Laboratorio su gusto, cultura, benessere e lettura delle etichette dei prodotti.

con Centro Studi Sergio De Risio

La Strada Partigiana

Le esperienze di attivismo più importanti del territorio salentino coordinate dal CSV Salento

La Strada della Vita

Il mondo dell’apicoltura, straordinaria pratica di vita

con Associazione regionale apicoltori Arap

Il Mercato Comune dei Frutti Minori

Vendita di ortaggi, prodotti da forno, cereali, farine, olio, vino, formaggi, confetture e altri prodotti dell’agricoltura organica e biologico del territorio salentino. Il Mercato è inteso anche come laboratorio condivisione di buone pratiche

La Strada dell’Artigianato

Dagli incudini per forgiare il ferro ai vimini da intrecciare per le panare. Laboratori e dimostrazioni di lavoro.

con gli artigiani del territorio

Corte del Paesaggio

Paesaggio bene comune” a partire dal progetto a cura di Ezio Sanapo l’elogio del bianco.

L’agorà di Casa delle Agriculture

Luogo conviviale e di ristoro per approfondire il progetto Parco Comune dei Frutti Minori e le attività continue di Casa delle Agriculture, motore della Notte Verde.

Fonte: https://casadelleagriculture.wordpress.com che vi raccomando di visitare.

Era presente anche l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti solidi urbani, Lombardi Ecologia, che distribuiva gratuitamente delle utilissime guide per la differenziata, e un piccolo omaggio con dei semini da piantare.

Poco prima di andare via, ci siamo accomodati sull’arena fatta di pallet per assistere alla divertentissima performance di P40, menestrello salentino.

Di sicuro il prossimo anno ci tornerò, chissà che non riesca a partecipare attivamente in qualche modo, qualche idea è già lì che prende forma. Intanto potete leggere un resoconto Notte Verde dettagliato, scritto da chi  ha dato vita alla Notte verde.

È un evento molto bello perché è un evento completo, che tocca tutte le tematiche importanti e necessarie per un progresso che valorizza la terra, perché delle alternative esistono, perché non servono strumenti potentissimi, ma solo tanto impegno e molte idee, perchè “chi semina utopia raccoglie realtà”.

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Comuni ecologici

Domenica sono finalmente riuscita a visitare e fare il bagno nella Grotta della Poesia, Marina di Melendugno, nella provincia di Lecce. È un posto magnifico, se fate un giro da queste parti vi consiglio di visitarla.

 
Mentre andavo via sono passata davanti a quest’isoletta ecologica e mi sono rallegrata. È bello vedere che i comuni danno la possibilità ai bagnanti di preservare l’ambiente.

 
E noi ovviamente dobbiamo impegnarci a tutelarlo e rispettarlo sempre, anche d’estate!


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Pedalare in sicurezza

Da un paio di settimane sono ritornata a Torino e ho ovviamente ripreso la mia amata bicicletta dalla cantina. (Non vedevo l’ora!!).
L’ho portata dai miei ciclisti di fiducia per una piccola revisione (aveva il freno posteriore bloccato) e finalmente sono andata in giro per la città in sella alla mia fedelissima.
Oltre al piacere immenso che ho provato pedalando, sono subito riaffiorate le vecchie problematiche che avevo quasi rimosso, quasi.

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Purtroppo nelle nostre città non è sempre facile muoversi usando la bici, c’è l’asfalto con buche aperte e buche rattoppate che creano dislivelli, segnaletiche orizzontali e verticali non sempre ben visibili, ciclabili piene di criticità  (invisibili o ai margini delle strade, poco curate, che si spezzettano e costringono a pericolose manovre in mezzo al traffico).

Ciclabile con rampa di lancio e rattoppata con asfalto

Ciclabile con rampa di lancio e rattoppo con asfalto

Ovviamente il primo consiglio è quello di rispettare sempre, e dico sempre, il codice della strada.
Da solo non basta, ci vogliono anche molto buon senso e infinita prudenza. Sì, è una rottura avere prudenza anche quando il semaforo è verde per i ciclisti e rosso per le auto, dovremmo attraversare in tranquillità, ma ci potrebbe essere un automobilista che non presta attenzione. Quindi che fare?
Un volantino della FIAB ha messo nero su bianco un decalogo molto utile. Ve lo riporto qui:

<<1. È buona norma considerarsi alla pari di tutti gli altri mezzi circolanti. Hai gli stessi diritti e doveri. Evita incertezze, soggezioni e senso di inferiorità: sono causa di manovre incomprensibili agli altri veicoli, perciò a volte pericolose.

2. Indossa abitualmente il casco: protegge la parte più preziosa di te stesso ed è indispensabile per i più piccoli.

3. Controlla costantemente il perfetto funzionamento dei freni, delle luci (anteriori e posteriori), dei catadriotti (posteriori e laterali su ruote e pedali), del campanello e dei pneumatici della tua bicicletta.

4. Invia segnali precisi e con buon anticipo agli altri utenti della strada: usa il braccio teso per segnalare una svolta, ma soprattutto quando ti sposti al centro della strada per superare le auto parcheggiate; usa il campanello (scegline uno molto rumoroso che possa essere udibile a distanza).

5. Sii sempre vigile nel traffico: cerca di prevenire le manovre degli altri veicoli stabilendo un contatto visivo con i guidatori e assicurandoti che ti abbiano visto; tieni sotto controllo con la “coda dell’occhio” e con l’udito anche ciò che avviene alle tue spalle; non distrarti con cuffie, musica e cellulare.

6. In un incrocio semaforizzato “difficile” puoi svoltare a sinistra anche in due tempi: attraverso l’incrocio stando sulla destra, attendi il verde nell’altra direzione e prosegui. Non passare mai con il semaforo rosso.

7. Cerca di non percorrere strade dissestate o molto trafficate: preferisci se possibile un percorso più lungo ma sicuro.

8. Usa i marciapiedi solo se è consentito, educatamente. Ogni volta che condividi degli spazi con i pedoni, non dimenticare che anche loro, proprio come te, sono utenti deboli della strada: presta loro attenzione e non spaventarli.

9. Renditi ben visibile anche quando l’illuminazione è scarsa, magari indossando qualcosa di fluorescente. Tieniti a distanza dai mezzi pesanti come furgoni, autocarri, autobus: spesso non ti vedono.

10. Attenzione!!

  • Alle rotaie: la tua ruota può incastrarsi dentro e farti cadere. Passaci sopra di traverso, con un angolo di almeno 30°, senza frenare bruscamente quando piove.
  • Ai veicoli parcheggiati con qualcuno alla guida il quale potrebbe aprire la portiera o muoversi in quel momento.
  • Agli scooter e ai motorini poiché spesso superano a destra. >>

Voi che accorgimenti usate?
Buona pedalata e occhi sempre aperti!


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Buon solstizio d’estate!

Alle 16.38 (18.38 in Italia) arriva ufficialmente l’estate! Evviva!

A mezzogiorno il Sole sarà allo Zenit, il punto più alto del cielo, lungo il tropico del Cancro. Il Polo Nord è rivolto al sole, dove il giorno durerà 24 ore e il sole resterà costantemente sopra l’orizzonte. Oggi è il giorno più lungo dell’anno.

Il bello del Solstizio d’estate è che da sempre è considerato un giorno magico. Tutti i popoli, soprattutto le civiltà antiche, hanno sempre celebrato questo giorno.

Nell’emisfero settentrionale è la metafora di un nuovo inizio. Gli antichi svedesi decoravano gli alberi, per gli Egizi coincideva con l’inondazione del Nilo, Celti e lettoni accendevano falò.
Come riporta il sito di meteoweb.it “a Machu Picchu, luogo sacro degli Inca, si può ancora vedere il Torreon, una pietra semicircolare incisa per osservazioni astronomiche e l’Intihuatana, l’orologio solare ricavato nella roccia. Per i Maya il sole era il supremo regolatore delle attività umane; per gli Indiani d’America è simbolo di potenza e provvidenza divine; per gli Aztechi è assimilato ad un giovane guerriero che muore ogni sera, risorgendo al mattino, dopo aver sconfitto luna
e stelle.”I cinesi onorano la dea della luce. Per i cristiani coincide con la vigilia di San Giovanni.

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L’esempio di celebrazione più noto a tutti è quello di Stonehenge. La formazione circolare di pietre gigantesche, in posizione eretta e sormontate da lastre orizzontali, sarebbe un primitivo osservatorio astronomico: all’interno del cerchio c’è un asse, la Heel Stone, che è orientato strategicamente. Le pietre sono state disposte intorno per potersi sintonizzare con i primi raggi di sole del solstizio. Ogni anno, migliaia di persone si radunano per veder sorgere l’alba tra i megaliti, dare il benvenuto al sole e celebrare il solstizio.

Anche in Italia esistono delle celebrazioni simili. Ho scoperto da poco che a Bari, nella Cattedrale di San Sabino, si aspetta che il sole, entrando dal rosone della facciata, vada a proiettarsi sul pavimento, su un mosaico ai piedi dell’altare.

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Numerosi sono gli appuntamenti in tutta Italia, alcuni li trovate qui.

E voi che farete in questa “notte di mezza estate”?

Buon solstizio, e che sia per tutti l’inizio di qualcosa di buono!


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Il paese dei coppoloni: presentazione ai Paduli

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Esiste un posto magico, immerso nella natura, in quelle che sono chiamate le Terre di Mezzo. No, non siamo in un romanzo di J.R.R. Tolkien, ma nel Salento, nel Parco dei Paduli.
L’uliveto pubblico, candidato italiano al Premio del paesaggio del Consiglio d’Europa, è diventato la base di un progetto di Rigenerazione Urbana, che si pone l’obiettivo di creare dei servizi ecocompatibili. Da qui l’adozione dell’uliveto che era semi abbandonato, la sperimentazione di alloggi temporanei biodegradabili, la promozione della mobilità lenta, la valorizzazione dei sapori della tradizione contadina.
Il discorso è talmente ampio che dovrei scrivere un articolo lunghissimo, per approfondire vi consiglio vivamente di visitare il sito del Parco Agricolo Multifunzionale.
Il parco è teatro di numerosi eventi, non ultimo la presentazione del libro di Vinicio Capossela “Il paese dei Coppoloni” domenica 17 maggio.
L’autore ha chiesto alla casa editrice di non presentare il libro nelle solite librerie ma sulla viva terra; la presentazione in uno scenario bucolico come quello del Parco è stata a dir poco emozionante. Ecco com’è andata.

L’atmosfera che si respira ai Paduli è fiabesca, c’è qualcosa di magico. Ci si arriva attraverso delle stradine tortuose, tra muretti a secco, ulivi secolari e macchia mediterranea.
thumb_IMG_5632_1024-2Alle 18.00 c’è un gran fermento. Il pubblico è molto vario: i piccoli scorrazzano tra gli ulivi e i nidi, molti sono già seduti all’interno del cerchio magico su sacchi di iuta, balle di fieno e sull’arena di canne. C’è chi arriva a piedi, qualcuno in bici e persino a cavallo. Sembra di essere in un’altra dimensione. Dopo un’ora di attesa arriva Vinicio Capossela, seguito da Antonio De Marco e l’antropologo Eugenio Imbriani che ha introdotto e moderato l’incontro.
Poco prima dell’inizio il coro dei Paduli ha salutato l’autore con il canto “Xilella”, tema caldo, anzi caldissimo per chi come noi ha intrecciato la propria vita a quella degli ulivi.
E finalmente ci siamo lasciati trasportare dai voli pindarici dell’autore, che ci ha immersi in questa dimensione ancestrale << fatta di viandanza a piedi; i passi scandiscono il racconto, il battere del passo rafforza il legame con la terra; il protagonista del libro, scritto in 17 anni e figlio di uno sradicamento, è proprio un viandante.
Il paese dei coppoloni è ambientato nell’Irpinia, nel paese dell’Eco, dove c’è una sala per gli sposalizi, che si chiama casa dell’Eco, (in realtà e.c.a., ma Vinicio ha vissuto questi luoghi tramite il racconto e da bambino capiva eco).
Il paese sembra uscito da un quadro di Escher. L’orologio in piazza è fermo, in segno di lutto, alle otto meno venti, “l’ora in cui finì il mondo della civiltà contadina” con il terribile terremoto che distrusse e sconvolse l’Irpinia il 23 novembre del 1980.
In quella parte di paese è come se si fosse passati al tempo del mito; la trama è costruita dagli incontri quotidiani del protagonista con i bizzarri personaggi che portano uno stortonome, guadagnato con gesta e sfottimenti: c’è il Mandarino “pascitore di uomini”, Scatozza “domatore di camion” , la Totara, Cazzariegghio. C’è una serie di domande tipica del territorio che accompagna il viandante: “Chi siete? A chi appartenete? Cosa cercate? E quando ve ne andate?” Da quest’ultima sembra che sia una terra abituata a non trattenere chi vi si reca.
È un viaggio in una piccola comunità che costruisce un canto di insieme, ognuno aggiunge una strofa, chi racconta le storie compone un quadro epico.
Il silenzio è gravido di storie, che si possono ascoltare solo se si è pronti ad accoglierle. Si sentono le storie delle case, degli alberi, dei sentieri mai dritti e intricati. Le cose esistono se si è disposti a crederci.
Ciò che è importante è la civiltà della terra, la natura è la manifestazione della creazione.
Tutto è parte della creazione, il bene e il male rientrano in questo quadro. Il riavolo, il Patraterno; la musicalità è intrecciata al lessico, la erre è importante nel paese dell’Eco. Anche la musica è protagonista, c’è la musica da canto a sonetto, il canto a serenata e a ingiuriata, i canti nelle cumversazioni, la musica da ballo per gli sposalizi, quella per uccidere il maiale, il lamento funebre, la musica rurale.

L’uomo è di ostacolo alla conoscenza della natura. “Superare il proprio intralcio è la prima iniziazione per avere un maggiore contatto col mondo.” Per questo c’è bisogno di un animale guida. Molte popolazioni prendono il nome dall’animale totemico o lo adottano come simbolo: l’Irpinia dal lupo hirpus, come la Lucania, i Sanniti dal toro.
L’animale guida del protagonista è il tacchino, perché era l’animale con cui giocava da piccolo.
Potrebbe sembrare un animale stupido, in realtà ha origine dall’Oriente: Gallo d’India, turkey. Ci riporta all’infanzia, alla purezza iniziale perduta, all’iniziazione.
Abbiamo tutti l’idea di Itaca, e corrisponde all’idea di quella purezza iniziale.
Nel paese dell’eco ci si muove sotto la Luna, la grande madre delle anime.
Il paese dell’eco è la terra dei padri, nostalgia dell’infanzia del mondo.>>

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22 Aprile. Giornata Mondiale della Terra. Earth Day

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Nel 1970 le Nazioni Unite istituirono la Giornata Mondiale della Terra,  Earth Day, la più grande manifestazione del pianeta dedicata ai temi della protezione ambientale. Nacque dalla volontà di un movimento ecologista che decise di fissarla proprio il 22 di aprile.

Ma qual è l’obiettivo di questa giornata? Innanzitutto ricordarci che la nostra Terra è ricca e generosa e dobbiamo prendercene cura. Quindi oggi è la sua giornata speciale, in cui tutti noi possiamo fare anche solo un’azione verde.  La mobilitazione coinvolge i cinque continenti ed è davvero la più trasversale possibile tra le tante giornate mondiali a cui assistiamo.

Va bene qualsiasi cosa che aiuti la Terra: possiamo ridurre il nostro impatto ambientale riducendo i consumi, possiamo firmare una petizione, possiamo fare educazione ambientale, piantare un seme. Le idee e le azioni sono tantissime, basta cercare un po’ e sono sicura che troverete la vostra azione verde.

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Qui c’è il sito italiano, dove sono elencati tutti gli eventi di oggi e dove potrete trovare tantissimi altri spunti e informazioni.

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Anche Google festeggia a modo suo questo evento, il doodle di oggi è un simpatico quiz che vi farà scoprire a quale animale mammut

assomigliate, prendendo come spunto le abitudini quotidiane. Io sono un Mammut, e voi? 🙂

La Nasa ha lanciato il #NoPlaceLikeHome project, perché tutti possano condividere sui social foto e video che rappresentino l’unicità di ogni luogo. Usate anche voi l’hashtag dedicato, per rispondere alla domanda: quale è il tuo posto preferito sulla Terra?

È un modo per mostrare al mondo che ogni ecosistema, paesaggio e ambiente merita rispetto.

E passato il giorno mondiale ci dimentichiamo della Terra? Certo che no! Prendendo spunto da questa giornata particolare possiamo far sì che ogni giorno sia la Giornata Mondiale della Terra!