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idee per una vita sostenibile


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Si può fare!

Felicissima per aver fatto il mio dovere di buona cittadina, cioè aver portato all’ecocentro gli elettrodomestici non funzionanti, le lampadine fulminate, l’olio esausto, in sella alla mia bici mi avviavo verso casa, sulle note di Edward Sharpe e la sua “Man on fire”.

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Ferma al semaforo, ho iniziato a guardarmi attorno, all’orizzonte si stagliavano le colline torinesi, Superga faceva capolino, la neve qua e là piano piano si scioglieva sotto i raggi caldi del sole di oggi; poi ho visto lui…

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Lo strato di smog!

E allora mi sono chiesta, un po’ amareggiata, “a che serve che io mi carichi come un mulo, per andare a gettare i rifiuti correttamente a più di 3km da casa, anziché buttare tutto nell’indifferenziato sotto casa, se alla maggior parte delle persone non importa niente della salute del pianeta sul quale viviamo?”
Però no, non farò prevalere questi sentimenti di avvilimento, ma continuerò a fare la cosa giusta! Se lo facciamo tutti possiamo cambiare le sorti dell’ambiente e rendere le nostre città un posto migliore dove abitare!
Per citare Frederick di Frankenstein Junior: “SI PUÒ FARE!!


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Nella foresta del bradipo di Anouck Boisrobert e Louis Rigaud

Copertina - nella foresta del bradipo

Copertina – nella foresta del bradipo

Quello di oggi è un altro consiglio di lettura. Il Natale si avvicina, perché non mettere sotto l’albero un bel libro?

E questo è proprio speciale.

Credo sia stato il libro che per primo mi ha avvicinato alla letteratura per l’infanzia, e sono sicura che tutti i bambini cresciuti lo apprezzeranno.

E’ uno di quei libri pop-up, che affascinano tanto grandi e piccini; racconta la storia di un bradipo che vive abbracciato al suo albero, in mezzo alla foresta, nella lentezza e noncuranza. Non si smuove neanche quando arrivano uno dopo l’altro i mezzi che iniziano a disboscare la foresta, e fanno scappare tutti gli altri animali. Il lettore è immerso nella continua evoluzione della foresta, e tocca con mano i danni che l’uomo arreca all’ambiente naturale, mettendo in pericolo la vita delle specie animali, tra cui quella del nostro amico bradipo brasiliano tridattilo, che continua a rimanere penzoloni sul suo albero. Riuscirà a salvarsi?

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Ciò che rende speciale questa piccola opera d’arte è certamente il messaggio positivo che trasmette: è tutto nelle nostre mani e non è mai troppo tardi per fermare la distruzione della foresta amazzonica, e in generale della natura.

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Inoltre è stampato con inchiostri di soia su carta proveniente da foreste gestite in modo sostenibile.

La casa editrice è la Corraini Edizioni, che presenta una catalogo molto ricco di libri davvero affascinanti, e che collabora con autori del calibro di Bruno Munari.

Fate un giro nel loro sito, rimarrete a bocca aperta e vorrete averli tutti!

Invece qui trovate altri consigli di lettura.


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Le vecchie (sane) abitudini stanno per tornare

Pochi giorni fa ho avuto un curioso dibattito con mia mamma in merito alle buste per il pane.

Proprio così.

Tornando dal supermercato, ci siamo accorte che i nostri due panini integrali erano chiusi in una busta di carta e di plastica enorme. Per due bocconcini.

Giunte a casa, mia mamma ed io abbiamo cominciato a discutere su quanto fosse fastidiosa per noi quella confezione:

  • La busta viene pesata con il pane all’interno e, di conseguenza, ci viene fatta pagare.
  • Essendo in parte di plastica trasparente ed in parte di carta, risulta difficile e scomodo il riciclaggio della busta.
  • È un notevole spreco di materiale, poiché non ci è stato dato un sacchetto proporzionato alla quantità di pane.

Per questi motivi abbiamo pensato ad una soluzione simpatica, efficacie ed eco-friendly, come piace a noi:

la busta per il pane.

Le sacche di stoffa per il pane venivano utilizzate moltissimo fino ad una trentina di anni fa, quando ancora si usavano le bottiglie di vetro e le si portava al supermercato per riempirle di acqua o di latte. Ve ne propongo una vintage, è stata infatti cucita da mia nonna quando era giovane:

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Le borse per il pane sono senz’altro la soluzione più ecologica ( ed originale! ) per rimanere a basso impatto ambientale, evitando inutili sprechi di carta e risparmiando.

È possibile utilizzarle in panetteria, chiedendo di pesare soltanto il pane e –voilà- il gioco è fatto.

Se non volete acquistarla, potete sempre crearvene una personalizzata a casa, sono semplici da cucire, oppure potete scavare in qualche vecchio baule a casa delle vostre nonne o zie, alla ricerca di una borsa per il pane originale!


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Differenziati. Differenzia bene. -carta-

La carta è una delle invenzioni più antiche dell’uomo.
Ma quanti alberi bisogna abbattere per avere una tonnellata di carta? Ben 15, e oltretutto bisogna utilizzare 440.000 litri d’acqua.
Per limitare l’utilizzo di materie prime derivanti dal legno, evitando il disboscamento e salvaguardando gli eco-equilibri, si può creare nuova carta attraverso il riciclo.
La carta riciclata si ottiene infatti dai maceri, refili di stampa, giornali e riviste, scatoloni, ecc.
Differenziare per bene aumenta la qualità della raccolta, basta seguire poche e semplici regole.

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Cosa si può buttare:

  • sacchetti, giornali, riviste, libri, quaderni e opuscoli di carta;
  • scatole e scatoloni di cartone opportunamente appiattiti, confezioni di succhi e latte in tetrapack;
  • confezioni di pasta, riso, sale e altri alimenti in cartoncino, e tutte le confezioni dei prodotti per l’igiene personale e della casa.

Bisogna però avere dei piccoli accorgimenti: la carta speciale, come quella fotografica o quella termica degli scontrini, non è riciclabile, come anche la carta oleata utilizzata per gli alimenti o i fazzoletti di carta; il cartone della pizza va riciclato solo se pulito, se è unto va buttato nell’umido; bisogna inoltre eliminare eventuali puntine metalliche, nastro adesivo e i film di carta che avvolgono le riviste; da evitare anche carta sporca di terra o sostanze chimiche che contaminano la carta buona da riciclare.

Comieco, il consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica, ci propone una galleria di tutti i nemici della raccolta differenziata della carta ben fatta in tutta la loro minacciosità:

http://www.comieco.org/comunicazione/supporti-e-materiali/gallery/nemici-del-riciclo.aspx#.U896jo1_tqI

Riciclare quindi conviene, fa bene all’ambiente, fa bene all’aria, fa bene all’economia, e se vogliamo fa bene alla nostra creatività, infatti è possibile dare una seconda vita ai materiali di scarto con tante idee di riciclo creativo!