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Come pulire il frigorifero in maniera rapida e naturale

È da qualche giorno che il mio frigorifero emana un odoraccio, non ho ben capito quale sia l’origine, ma oggi ho deciso che la pulizia non poteva più aspettare.

Pulire il frigo mi sembrava un’operazione lunga e noiosa fino a poco tempo fa, invece devo dire che con questo metodo è diventata più breve e veloce (divertente non direi) 😀

Cosa occorre per pulire il nostro frigo al meglio? In realtà molto poco, troviamo facilmente in casa i prodotti che ci servono:

  • aceto di vino2016-04-28 16.27.15
  • acqua
  • spugna

Dopo aver spento, svutato il frigo e smontato i ripiani, basta passare l’interno con la spugna imbevuta nella soluzione di acqua e aceto (una parte di aceto per due di acqua).

È meglio evitare detergenti abrasivi o schiumosi.

Nel caso ci sia bisogno di rimovere residui di cibo si può sostituire l’aceto con il bicarbonato, è sufficiente creare una pappetta abbastanza densa e passarla dov’è necessario, risciacquando subito dopo.

Il vostro frigo sarà di nuovo pulito e profumato!

Ah un piccolo trucchetto perché non si formino cattivi odori: basta mettere all’interno del frigo una ciotolina con un paio di cucchiaini di bicarbonato!

 

 


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Non è mai troppo tardi per vincere l’Oscar

Di Caprio doveva vincere l’Oscar perché mi decidessi a rispolverare il blog e scrivere un nuovo articolo dopo mesi di blocco.

Finalmente è successo, dopo diverse nomination (la prima è del 1994) la statuetta è stata assegnata anche a lui.

E cosa fa il nostro idolo sul palco degli Academy Awards dopo un lunghissimo applauso da parte di tutto il pubblico?

Prima ringrazia tutti imbarazzato e poi spende i pochi minuti a disposizione per parlare dei cambiamenti climatici.

D’altronde The Revenant è ambientato nella natura più selvaggia delle terre vergini dell’America, girato tra Stati Uniti, Canada e Argentina, mostra cascate e torrenti impetuosi, un cielo costantemente livido e distese di neve, boschi immensi, esaltati dalla regia di Iñarritu; l’intero film è una lettera d’amore alla natura, resa ancora più significativa dal fatto che è tratto da una storia vera molto toccante, che parla di sopravvivenza e adattamento alle leggi della natura, ma ancora di più dal fatto che a differenza di altri film sulla sopravvivenza, per The Revenant Iñarritu e Emmanuel Lubezki (direttore della fotografia) hanno preferito girare in ambientazioni naturali anziché utilizzare immagini create al computer.

In un’intervista Iñarritu racconta “Abbiamo girato in location così lontane che da quando le raggiungevamo a quando dovevamo andare via, era già passato il 40% della giornata. Ma quelle location sono così favolose e così potenti, sembra quasi che non siano mai state toccate dalla mano dell’uomo, ed era ciò di cui avevo bisogno. La luce è molto scarsa qui in inverno, e abbiamo girato senza luci artificiali, solo con la luce naturale. E ogni singola scena è stata davvero difficile, emotivamente, tecnicamente”.

(Traduzione mia tratta da un’intervista che potete trovare qui)

Di Caprio - Inarritu

Profilo Instagram di Leonardo Di Caprio

Ma torniamo al nostro amato Leo che ci ricorda che The Revenant parla appunto “della relazione tra l’uomo e il mondo naturale, un mondo in cui nel 2015 ci sono state le temperature più alte mai registrate, la produzione del film ha dovuto spostarsi all’estremità più meridionale del pianeta per riuscire a trovare la neve. Il cambiamento climatico è reale, sta accadendo ora. È la minaccia più pericolosa che incombe su tutte le specie, e dobbiamo lavorare insieme e smetterla di procrastinare. Dobbiamo appoggiare i leader di tutto il mondo non quelli che parlano per i grandi inquinatori, ma quelli che parlano per l’umanità intera, per gli indigeni del mondo, per i miliardi di persone non privilegiate che sono là fuori e che ne risentiranno maggiormente. Per i figli dei nostri figli, e per quelle persone la cui voce è sovrastata dalla politica dell’avidità. Ringrazio tutti per questo meraviglioso premio stasera. Non diamo il nostro pianeta per scontato. Io non do per scontato questa serata. Grazie mille a tutti.”

(traduzione mia, video e testo del discorso  qui)

Non so a voi ma a me è scappato l’applauso spontaneo, questo discorso finirà negli annali dell’Academy!

Se volete saperne di più su ciò che fa Leo per l’ambiente questo è il link del sito dell’organizzazione a cui da voce.

Non procrastiniamo, diamoci da fare. Bastano poche piccole pratiche da mettere in atto ogni giorno. Più siamo, meglio è!


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Usi alternativi del tè

Stamattina mentre sorseggiavo il mio tè fissavo le foglioline inumidite e mi chiedevo che cosa avrei potuto farne. Mi dispiaceva abbandonarle già nel secchio dell’umido ed ero certa che avrei potuto riutilizzarle. E infatti è bastato fare una ricerca velocissima sul web per trovare un’infinità di spunti.

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Pulizie e igiene

Deodorante per frigorifero: le foglioline già utilizzate per il nostro tè possono aiutare ad assorbire i cattivi odori del frigo. Basta farle asciugare e metterle all’interno del frigorifero in una ciotolina.

Pot-pourri: dopo averle fatte asciugare, le foglioline possono essere mescolate a scorze di agrumi essiccate e spezie, come ad esempio cannella e chiodi di garofano, per ottenere il vostro pot-pourri.

Sacchetti profumati: sempre dopo averle fatte asciugare, le foglioline possono essere messe in dei sacchettini di organza e arricchiti o con fiori di lavanda o con qualche goccia di olio essenziale per profumare l’armadio o l’automobile.

Bellezza

Pediluvio: si possono mettere in infusione una seconda volta e utilizzare il tè per un pediluvio rinfrescante;

Collutorio: rimettendo in infusione una seconda volta, magari aggiungendo qualche foglia di menta, si ottiene un efficace collutorio; lo stesso infuso si può utilizzare per fare dei gargarismi in caso di mal di gola, poiché il tè ha una potente azione antibatterica;

Tonico: il tè ottenuto dalla seconda infusione arricchito con qualche goccia di limone diventa un tonico;

Decongestionante: il tè è ottimo per alleviare le borse sotto gli occhi. Si possono utilizzare direttamente le bustine, o se anche voi come me utilizzate il tè sfuso, si possono intingere dei dischetti di cotone nel tè e applicarli sugli occhi.

Lo stesso infuso è ottimo anche per alleviare scottature, arrossamenti e per far andare via più in fretta i brufoletti.

Giardinaggio

Fertilizzante: il tè verde è un ottimo fertilizzante. Si possono mettere le foglioline in infusione per un paio di giorni e utilizzare l’acqua per innaffiare le vostre piante.

Io credo che oggi proverò a fare il collutorio. E voi? Avete qualche idea?

2015-11-21 09.54.09E ricordatevi che comprare il tè sfuso aiuta ad eliminare molti imballaggi!


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Eventi Green della mia Estate Salentina

Sì… sto cercando di farmene una ragione: l’estate sta finendo. Fa già più fresco e la mia gola ne ha già risentito (sono corsa ai ripari con un fantastico rimedio naturale!).
Per fortuna, però, mi porto con me delle splendide esperienze, oltre che una favolosa abbronzatura 😉

È stata un’estate ricca, e la cosa che più mi è piaciuta è stato vedere quanto le tematiche ambientali e la salvaguardia della natura abbiano preso piede.

Ho iniziato la mia estate green domenica 2 agosto, con la festa di inaugurazione dei “nuovi rifugi d’artista” all’interno del Parco dei paduli (ve ne avevo parlato qui) dove sono stati presentati i nuovi progetti vincitori di “Nidificare i Paduli”. Il parco si sta trasformando in un museo a cielo aperto, le opere sono un omaggio alla natura e a ciò che ci offre. Quest’anno durante il workshop sono state realizzate la “Nziddha” e “L’osservatorio dei sogni”.
La serata è stata allietata dal quartetto d’archi Dissonanze, seguito dai djset di Joao Capoca, Stefano Scuro e Errico “Ruspa” Carcagni.

Durante la serata si poteva degustare l’olio prodotto dagli alberi presenti negli oliveti abbandonati che sono stati recuperati da questo progetto.

Nella notte tra il 3 e il 4 agosto invece l’esperienza più magica e suggestiva di tutta l’estate. L’Alba in jazz, evento all’interno del Locomotive Jazz Festival, a Marina Serra.

Alba in Jazz

Dalle 2:00 alle 4:00 moltissime persone hanno aspettato l’alba con quella potenza di donna che è Fiorella Mannoia, accompagnata da Raffaele Casarano 6tet, William Greco, Marco Bardoscia, Marcello Nisi, Alessandro Monteduro e Carlo De Francesco. Sulle note di Sally e Quello che le donne non dicono abbiamo contemplato il sorgere del sole.

Tra una pezzo e l’altro Fiorella si è espressa contro le trivelle e gli abusi sul patrimonio naturalistico e sull’importanza della difesa del territorio. Sugli abusi subiti dal Meridione, ha fatto cenno a Terroni, scritto da Pino Aprile. È bello vedere che anche le persone dello spettacolo sono testimoni dell’impegno sociale e ambientale. Penso che tramite loro i messaggi possano arrivare molto lontano. 

L‘intero Festival, che era stato presentato tra gli alberi della Villa Comunale di Lecce, il cui tema era “L’equilibrista”, ha messo al centro dell’attenzione l’ambiente, la tutela del paesaggio e il rispetto delle bellezze storiche e architettoniche, in collaborazione con il FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Il 16 agosto invece è toccato al concerto dei Negrita, località Porto Selvaggio.

A parte il bellissimo concerto (per il quale in realtà ci sono state delle polemiche e un esposto da parte delle associazioni ambientaliste Fare Verde, Italia Nostra e Lipu per valutare la compatibilità dell’evento con l’area naturale protetta di Porto Selvaggio) la cosa che mi ha piacevolmete colpito è stata trovare un banchetto di Ecofesta Puglia, l’isola ecologica per la raccolta differenziata e i loro informatori ecologici. Ecofesta, che non conoscevo, è una certificazione che permette di ridurre l’impatto ambientale degli eventi che si organizzano. In che modo? Grazie alla riduzione e differenziazione dei rifiuti, la compensazione delle emissioni di CO2, l’informazione e la sensibilizzazione.

Questo è il simpatico gadget che mi è stato regalato 🙂

Caramella di compost ottenuto con i rifiuti di eventi

Caramella di compost ottenuto con i rifiuti di eventi

E infine l’evento più importante per quel che riguarda l‘agricoltura sostenibile, l’eco-artigianato, la tutela del territorio e della biodiversità locale e la salute dell’ambiente: la Notte Verde di Castiglione d’Otranto il 29 agosto.

I promotori di questa iniziativa sono gli attivisti dell’associazione Casa delle Agriculture Associazione Tullia e Gino Girolomoni  e il Comitato Notte Verde.

La serata del 29 agosto è stata preceduta dal “Preludio alla Notte Verde” , il 27 e 28 agosto, con due workshop in cui si è discusso di bioarchitettura, è stata presentata la prima casa in calce canapa del Salento, e della promozione di una cultura dell’alternativa ai pesticidi e dell’alimentazione responsabile.

L’importante novità di questa IV edizione è stata la possibilità di raggiungere Castiglione con la bicicletta, attraverso la ciclovia temporanea: percorsi rurali illuminati in maniera sostenibile da fonti alternative di energia e attraversata da segnaletica temporanea, a cura dell’associazione Città Fertile.

Una meravigliosa luna piena ci ha accompagnato alla scoperta di questo evento. Entrando dalla Strada Maestra della Biodiversità, la prima cosa che mi sono trovata davanti è stata una lunga distesa di spighe dorate. L’attenzione è puntata sulla riproduzione delle nostre specie autoctone e il recupero della biodiversità cerealicola, orticola, frutticola. Erano presenti anche Associazione Presenteèfuturo , Salento Km0 con la mappa del Salento sostenibile e una piccola mostra pomologica, Banca dei Semi Salentini con i semi e le piante tradizionali per preparare l’orto per l’inverno, Vivaio Roberto de Giorgi, Mulino Maggio con le farine.

In piazza si stava già esibendo Stu Larsen, cantautore australiano. Dopo aver suonato in tutto il mondo con l’amico Mike Rosemberg (Passenger), ha presentato il suo album Vagabond qui, nella sua unica data in Puglia.

Dalla piazza la notte verde si snoda in tutte le stradine del centro storico, ogni strada è dedicata a un tema specifico:

La Corte del Pane

Un forno a pietra acceso al quale si alterneranno quattro maestri panificatori salentini ognuno con il suo lievito madre, la sua sensibilità e esperienza.

con Ass. Auser, G. Giancane, Luigi Musarò, Az. Agricola Fontanelle

La Strada delle interazioni culinarie

Show cooking: I prodotti naturali salentini interagiscono con i saperi culinari di tutto il mondo.

con Osama Shorbaji (Palestina), Malek Iftikar (Pakistan), Ahmed Mohammad (Iraq) idubor Sylvester (Nigeria), Miduzul Mohammad (Bangladesh)

La Strada della Canapa

La canapa in molte delle sue tante possibilità: percorsi di trasformazione da fibra a filato e poi in tessuto, in biedilizia con la sperimentazione del composto calce canapa, alimentare con i suoi tanti utilizzi.

con Ass. Assocanapa, South Hemp Tecno, Az. Tessile Tre Campane, Casa delle Agriculture

La Strada del Parco Otranto – Leuca

I risultati dei laboratori SAC Porta d’Oriente e del progetto Joy che ha l’intento di costruire la comunità del Parco.

con il Parco Costa Otranto – S.M. Leuca e le tante associazioni, cooperative, artigiani e agricoltori coinvolti.

La Corte dei Pacci

Laboratorio su gusto, cultura, benessere e lettura delle etichette dei prodotti.

con Centro Studi Sergio De Risio

La Strada Partigiana

Le esperienze di attivismo più importanti del territorio salentino coordinate dal CSV Salento

La Strada della Vita

Il mondo dell’apicoltura, straordinaria pratica di vita

con Associazione regionale apicoltori Arap

Il Mercato Comune dei Frutti Minori

Vendita di ortaggi, prodotti da forno, cereali, farine, olio, vino, formaggi, confetture e altri prodotti dell’agricoltura organica e biologico del territorio salentino. Il Mercato è inteso anche come laboratorio condivisione di buone pratiche

La Strada dell’Artigianato

Dagli incudini per forgiare il ferro ai vimini da intrecciare per le panare. Laboratori e dimostrazioni di lavoro.

con gli artigiani del territorio

Corte del Paesaggio

Paesaggio bene comune” a partire dal progetto a cura di Ezio Sanapo l’elogio del bianco.

L’agorà di Casa delle Agriculture

Luogo conviviale e di ristoro per approfondire il progetto Parco Comune dei Frutti Minori e le attività continue di Casa delle Agriculture, motore della Notte Verde.

Fonte: https://casadelleagriculture.wordpress.com che vi raccomando di visitare.

Era presente anche l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti solidi urbani, Lombardi Ecologia, che distribuiva gratuitamente delle utilissime guide per la differenziata, e un piccolo omaggio con dei semini da piantare.

Poco prima di andare via, ci siamo accomodati sull’arena fatta di pallet per assistere alla divertentissima performance di P40, menestrello salentino.

Di sicuro il prossimo anno ci tornerò, chissà che non riesca a partecipare attivamente in qualche modo, qualche idea è già lì che prende forma. Intanto potete leggere un resoconto Notte Verde dettagliato, scritto da chi  ha dato vita alla Notte verde.

È un evento molto bello perché è un evento completo, che tocca tutte le tematiche importanti e necessarie per un progresso che valorizza la terra, perché delle alternative esistono, perché non servono strumenti potentissimi, ma solo tanto impegno e molte idee, perchè “chi semina utopia raccoglie realtà”.

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22 Aprile. Giornata Mondiale della Terra. Earth Day

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Nel 1970 le Nazioni Unite istituirono la Giornata Mondiale della Terra,  Earth Day, la più grande manifestazione del pianeta dedicata ai temi della protezione ambientale. Nacque dalla volontà di un movimento ecologista che decise di fissarla proprio il 22 di aprile.

Ma qual è l’obiettivo di questa giornata? Innanzitutto ricordarci che la nostra Terra è ricca e generosa e dobbiamo prendercene cura. Quindi oggi è la sua giornata speciale, in cui tutti noi possiamo fare anche solo un’azione verde.  La mobilitazione coinvolge i cinque continenti ed è davvero la più trasversale possibile tra le tante giornate mondiali a cui assistiamo.

Va bene qualsiasi cosa che aiuti la Terra: possiamo ridurre il nostro impatto ambientale riducendo i consumi, possiamo firmare una petizione, possiamo fare educazione ambientale, piantare un seme. Le idee e le azioni sono tantissime, basta cercare un po’ e sono sicura che troverete la vostra azione verde.

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Qui c’è il sito italiano, dove sono elencati tutti gli eventi di oggi e dove potrete trovare tantissimi altri spunti e informazioni.

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Anche Google festeggia a modo suo questo evento, il doodle di oggi è un simpatico quiz che vi farà scoprire a quale animale mammut

assomigliate, prendendo come spunto le abitudini quotidiane. Io sono un Mammut, e voi? 🙂

La Nasa ha lanciato il #NoPlaceLikeHome project, perché tutti possano condividere sui social foto e video che rappresentino l’unicità di ogni luogo. Usate anche voi l’hashtag dedicato, per rispondere alla domanda: quale è il tuo posto preferito sulla Terra?

È un modo per mostrare al mondo che ogni ecosistema, paesaggio e ambiente merita rispetto.

E passato il giorno mondiale ci dimentichiamo della Terra? Certo che no! Prendendo spunto da questa giornata particolare possiamo far sì che ogni giorno sia la Giornata Mondiale della Terra!


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Senza musica la vita sarebbe un errore.

Nietzsche

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Scadenza dei cosmetici

beauty case

Ho già parlato dell’importanza delle etichette dei prodotti cosmetici, dell’importanza di saper decifrare l’INCI e degli ingredienti che è meglio evitare. Una cosa importante che non ho menzionato, ma che voglio approfondire ora, è la scadenza dei prodotti cosmetici. Eh sì, proprio come per il cibo, anche per la cosmetica, ci sono le scadenze.

La data di scadenza deve essere scritta in modo chiaro, deve quindi essere riportato giorno, mese e anno entro il quale il prodotto non dovrebbe più essere utilizzato.

Spesso oltre alla scadenza sono riportate anche le condizioni di conservazione, ma non è detto che ci siano sempre.

Se siete andati di corsa a controllare tutti i vostri flaconi, è possibile che non abbiate trovato la data di scadenza, questo perché, per prodotti che hanno una scadenza superiore a 30 mesi, non è necessario segnalarla.

Dall’11 marzo 2005 però, disposizioni comunitarie, hanno reso obbligatorio per questi prodotti con scadenza maggiore a 30 mesi il PAO, che sta per periodo post-apertura, dall’inglese period after opening.

Non è obbligatorio per confezioni monodose, tipo i campioncini, o per prodotti non contaminabili e sigillati, come ad esempio confezioni spray.

Si riferisce alla durata che ha il prodotto dopo il primo utilizzo, poiché, a contatto con l’aria e con altri agenti, si potrebbe avere un deterioramento del prodotto e alcune alterazioni che potrebbero essere dannose.

L’esempio più importante sono le creme solari, solitamente con durata di un anno, i cui filtri UV potrebbero ridursi col passare del tempo, rendendole quindi meno sicure.

paoConvenzionalmente per tutta Europa il PAO viene riportato attraverso un simbolo che rappresenta un barattolino seguito da un numero e la lettera M; quindi 6M significa che la nostra crema manterrà inalterate le sue proprietà per sei mesi dopo il primo utilizzo.

Il PAO non è uguale per tutti i prodotti, cambia a seconda delle formulazioni e degli ingredienti. I prodotti ecobio solitamente hanno un PAO di 6 mesi, perché non contenendo conservanti di sintesi sono più facilmente deperibili.

Ogni categoria di prodotti cosmetici ha un periodo di apertura specifico, più o meno riassumibili così:

Profumi: fino a 3 anni

Prodotti in polvere (fard, ombretti, ciprie, fondotinta, ecc): da 1 a 3 anni

Smalti: 1 anno

Matita occhi e labbra: 1 anno circa

Terra abbronzante: 6 mesi

Confezione sigillata con erogatore: 1 anno circa

Confezione in vasetto: da 6 a 12 mesi

Eyeliner in crema o a matita: da 6 a 8 mesi

Mascara: da 3 a 6 mesi

Eyeliner liquido: 3 o 4 mesi

Prodotti naturali/biologici: fino a 6 mesi