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Come pulire il frigorifero in maniera rapida e naturale

È da qualche giorno che il mio frigorifero emana un odoraccio, non ho ben capito quale sia l’origine, ma oggi ho deciso che la pulizia non poteva più aspettare.

Pulire il frigo mi sembrava un’operazione lunga e noiosa fino a poco tempo fa, invece devo dire che con questo metodo è diventata più breve e veloce (divertente non direi) 😀

Cosa occorre per pulire il nostro frigo al meglio? In realtà molto poco, troviamo facilmente in casa i prodotti che ci servono:

  • aceto di vino2016-04-28 16.27.15
  • acqua
  • spugna

Dopo aver spento, svutato il frigo e smontato i ripiani, basta passare l’interno con la spugna imbevuta nella soluzione di acqua e aceto (una parte di aceto per due di acqua).

È meglio evitare detergenti abrasivi o schiumosi.

Nel caso ci sia bisogno di rimovere residui di cibo si può sostituire l’aceto con il bicarbonato, è sufficiente creare una pappetta abbastanza densa e passarla dov’è necessario, risciacquando subito dopo.

Il vostro frigo sarà di nuovo pulito e profumato!

Ah un piccolo trucchetto perché non si formino cattivi odori: basta mettere all’interno del frigo una ciotolina con un paio di cucchiaini di bicarbonato!

 

 

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Usi alternativi del tè

Stamattina mentre sorseggiavo il mio tè fissavo le foglioline inumidite e mi chiedevo che cosa avrei potuto farne. Mi dispiaceva abbandonarle già nel secchio dell’umido ed ero certa che avrei potuto riutilizzarle. E infatti è bastato fare una ricerca velocissima sul web per trovare un’infinità di spunti.

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Pulizie e igiene

Deodorante per frigorifero: le foglioline già utilizzate per il nostro tè possono aiutare ad assorbire i cattivi odori del frigo. Basta farle asciugare e metterle all’interno del frigorifero in una ciotolina.

Pot-pourri: dopo averle fatte asciugare, le foglioline possono essere mescolate a scorze di agrumi essiccate e spezie, come ad esempio cannella e chiodi di garofano, per ottenere il vostro pot-pourri.

Sacchetti profumati: sempre dopo averle fatte asciugare, le foglioline possono essere messe in dei sacchettini di organza e arricchiti o con fiori di lavanda o con qualche goccia di olio essenziale per profumare l’armadio o l’automobile.

Bellezza

Pediluvio: si possono mettere in infusione una seconda volta e utilizzare il tè per un pediluvio rinfrescante;

Collutorio: rimettendo in infusione una seconda volta, magari aggiungendo qualche foglia di menta, si ottiene un efficace collutorio; lo stesso infuso si può utilizzare per fare dei gargarismi in caso di mal di gola, poiché il tè ha una potente azione antibatterica;

Tonico: il tè ottenuto dalla seconda infusione arricchito con qualche goccia di limone diventa un tonico;

Decongestionante: il tè è ottimo per alleviare le borse sotto gli occhi. Si possono utilizzare direttamente le bustine, o se anche voi come me utilizzate il tè sfuso, si possono intingere dei dischetti di cotone nel tè e applicarli sugli occhi.

Lo stesso infuso è ottimo anche per alleviare scottature, arrossamenti e per far andare via più in fretta i brufoletti.

Giardinaggio

Fertilizzante: il tè verde è un ottimo fertilizzante. Si possono mettere le foglioline in infusione per un paio di giorni e utilizzare l’acqua per innaffiare le vostre piante.

Io credo che oggi proverò a fare il collutorio. E voi? Avete qualche idea?

2015-11-21 09.54.09E ricordatevi che comprare il tè sfuso aiuta ad eliminare molti imballaggi!


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La Casa dell’Acqua è arrivata!

Finalmente ci siamo! Tra pochi minuti sarà inaugurata la Casa dell’Acqua nel mio paese.

Casa dell'Acqua

Casa dell’Acqua

Era da un po’ che attendevo trepidante questo giorno. Credo che sia una piccola rivoluzione.
Con iniziative di questo genere, mirate all’ecosostenibilità, si può davvero credere in un futuro con meno bottiglie di plastica.
Inoltre in questo modo avremo la diminuzione delle sostanze inquinanti e della CO2 legate alla produzione e al trasporto delle bottiglie di plastica e la diminuzione dei costi per lo smaltimento dei rifiuti.
Il distributore di acqua self-service fornisce l’acqua potabile direttamente dalla rete idrica locale, quindi è “un’acqua a km 0”. I carboni attivi e i raggi UV permettono di avere un’acqua pura e correggono quel sapore che solitamente troviamo nell’acqua del rubinetto.
I costi sono poi davvero convenienti: 0,04 centesimi al litro per l’acqua naturale e 0,05 centesimi al litro per la gassata e per la naturale fredda.
Il sistema è poi programmato per erogare un litro per volta, evitando gli sprechi.
Il consiglio è quello di organizzarsi con delle bottiglie di vetro da litro, oppure dei contenitori più grandi, ad esempio da 5 litri da travasare poi a casa.

Inaugurazione fontana 24 aprile 1915

Inaugurazione fontana
24 aprile 1915

È un po’ un ritorno alle origini, quando i nostri genitori e i nostri nonni andavano a prendere l’acqua alla fontana del paese. Loro sì che erano eco-sostenibili.

Questa è una bellissima filastrocca di Roberto Piumini.

Vi lascio anche le parole della canzoncina che i bambini canteranno oggi all’inaugurazione.
Perché l’educazione all’ambiente delle nuove generazioni è la chiave per un futuro più sostenibile!

“Qui c’è un bene preziosoacqua
cui non facciamo caso,
acqua, acqua che dono per ogni creatura.

Nasce dalle montagne
scorre nelle campagne
placa la nostra sete
in ogni momento è vita per noi

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua azzurra che disseta.

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua che fa bene a noi.

Del tuo bene prezioso facciamo buon uso
acqua noi non ti dobbiamo sprecare
scorri dalle sorgenti
ci fai tutti contenti
ora ti rispettiamo e ci dissetiamo venendo da te

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua azzurra che disseta.

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua che fa bene a noi. ”

Acqua che dà vita – Gabriella Marolda
Una città pulita
https://itunes.apple.com/it/album/una-citta-pulita/id464047163


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22 Aprile. Giornata Mondiale della Terra. Earth Day

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Nel 1970 le Nazioni Unite istituirono la Giornata Mondiale della Terra,  Earth Day, la più grande manifestazione del pianeta dedicata ai temi della protezione ambientale. Nacque dalla volontà di un movimento ecologista che decise di fissarla proprio il 22 di aprile.

Ma qual è l’obiettivo di questa giornata? Innanzitutto ricordarci che la nostra Terra è ricca e generosa e dobbiamo prendercene cura. Quindi oggi è la sua giornata speciale, in cui tutti noi possiamo fare anche solo un’azione verde.  La mobilitazione coinvolge i cinque continenti ed è davvero la più trasversale possibile tra le tante giornate mondiali a cui assistiamo.

Va bene qualsiasi cosa che aiuti la Terra: possiamo ridurre il nostro impatto ambientale riducendo i consumi, possiamo firmare una petizione, possiamo fare educazione ambientale, piantare un seme. Le idee e le azioni sono tantissime, basta cercare un po’ e sono sicura che troverete la vostra azione verde.

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Qui c’è il sito italiano, dove sono elencati tutti gli eventi di oggi e dove potrete trovare tantissimi altri spunti e informazioni.

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Anche Google festeggia a modo suo questo evento, il doodle di oggi è un simpatico quiz che vi farà scoprire a quale animale mammut

assomigliate, prendendo come spunto le abitudini quotidiane. Io sono un Mammut, e voi? 🙂

La Nasa ha lanciato il #NoPlaceLikeHome project, perché tutti possano condividere sui social foto e video che rappresentino l’unicità di ogni luogo. Usate anche voi l’hashtag dedicato, per rispondere alla domanda: quale è il tuo posto preferito sulla Terra?

È un modo per mostrare al mondo che ogni ecosistema, paesaggio e ambiente merita rispetto.

E passato il giorno mondiale ci dimentichiamo della Terra? Certo che no! Prendendo spunto da questa giornata particolare possiamo far sì che ogni giorno sia la Giornata Mondiale della Terra!


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Senza musica la vita sarebbe un errore.

Nietzsche

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Il lato bello dell’Eco e del Bio

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E finalmente ci siamo, mi sono decisa a scrivere questo post sulla cosmetica ecobio. La spinta finale me l’ha data la puntata di Report di domenica scorsa, in cui un po’ si demonizzava il mondo del biologico, soprattutto perché non esistono leggi che regolino come si deve la produzione biologica e furbetti che ci marciano su sono tanti. Inoltre, trovo che il servizio di Report sia stato un po’ superficiale, e quindi il rischio che si corre è che molti, dopo aver visto la puntata, possano pensare che tutto ciò che è bio è una gran fregatura. Ma non è così.

Io mi sono avvicinata al mondo ecobio partendo dalla cosmetica, per quanto riguarda il cibo sto ancora sperimentando, ne parlerò più avanti. Un’amica mi ha fatto conoscere questa alternativa alla solita cosmetica, e ho iniziato a fare un po’ di ricerche, spinta dalla curiosità. Ovviamente una delle prime domande che mi sono posta è stata appunto se effettivamente c’è una reale differenza tra cosmetica ecobio e no, soprattutto perché, i prezzi dei primi prodotti eco bio erano molto più alti rispetto a quelli dei prodotti commerciali.

Sono quindi entrata nel magico mondo dell’INCI.

Cos’è l’Inci? E’ quell’elenco di ingredienti che si trova sul retro di tutte le confezioni dei prodotti che utilizziamo e che suona un po’ come una formula magica. Solo che ci sono incantesimi di magia bianca e incantesimi di magia nera, nerissima!
Fortunatamente sul web si trovano numerosi forum, blog e canali youtube, dove ragazze come noi parlano proprio di tutti questi prodotti.

Io ho trovato il loro lavoro molto utile, soprattutto all’inizio, quando ancora non ci capivo niente di tutti quei nomi strani! La prima cosa che memorizzai fu: “tutto quello che finisce in -one è dannoso!”, ma non bastava, anche perché non è proprio così.

Una cosa importante è la posizione che occupano gli ingredienti, quelli in cima alla lista sono quelli contenuti in percentuale maggiore.

Ci sono comunque degli aiutini che arrivano dalla teconologia per capirci qualcosa in più: le app per smartphone sono un valido aiuto in questo difficile compito di interpretazione delle etichette (Biotiful, BioDictionary, E’ verde?).

app

Ma quali sono gli ingredienti dannosi?

Quelli che finiscono in -one, come dicevo prima, sono i siliconi (Dimethicone, Amodimethicone, ecc.). Non finiscono tutti in -one, e non tutto quello che finisce in -one è dannoso, quindi è bene informarsi. I prodotti commerciali ne sono pieni, ed è quell’ingrediente che ci dà l’illusione di avere una pelle più liscia, i capelli più lisci e così via. Ma in realtà creano solo una pellicola su pelle e capelli e sono inquinanti.

I tensioattivi e altri ingredienti derivati dal petrolio (Paraffinum Liquidum, PEG e PPG, Mineral Oil, Petrolatum), c’è bisogno di aggiungere altro?

I conservanti, anche conosciuti come parabeni ( Propylparaben, Butylparaben ), agenti chimici che in concentrazioni elevate possono essere dannosi perché mimano gli estrogeni e possono interagire in maniera negativa con il nostro organismo (sono state dimostrate correlazioni con l’infertilità maschile e i tumori al seno).

Oltre a numerosi altri prodotti allergizzanti.

Fortunatamente molti ingredienti, circa 4000, sono stati raccolti nel Biodizionario, creato da Fabrizio Zago, chimico e consulente di molte catene di distribuzione dell’industria cosmetica, tra le altre cose. E’ un utile strumento per fare le proprie ricerche, e giungere alle adeguate conclusioni.

Un altro forum utile è quello di saicosatispalmi, oltre a fornire le liste di tutti gli ingredienti di moltissimi prodotti (io ci ho perso una giornata intera all’inizio, passando in rassegna tutti prodotti che avevo in casa), si parla anche di stile di vita, riciclo creativo, alimenti, autoproduzione e forma fisica.

L‘Angolo di Lola fa una panoramica degli inci dei cosmetici suddivisi a seconda delle funzioni (capelli, viso, corpo..), inoltre da molte ricetti testate per autoprodursi i cosmetici (per le più intraprendenti).

Se invece non avete alcuna voglia di leggere papiri (tipo il mio), ci sono numerosi video di ragazze che vi propongono le recensioni di molti prodotti. Occhio, perché se entrate nel tunnel non ne uscite più!

Tanti sono gli shop online, di prodotti ecobio, che hanno una parte ben curata in cui spiegano molte cose utili e interessati, come ad esempio Il Giardino di Arianna, che qui vi spiega il significato di tutte le certificazioni che trovate sulle confezioni dei prodotti.

Ci tengo a fare una precisazione. Il cosmetico ecobio è tale perché oltre a non essere dannoso per noi e per l’ambiente, è prodotto anche con materie prime biologiche; è anche importante sapere qual è la filosofia che adotta l’azienda produttrice, anche perché le certificazioni presenti sulle confezioni costano parecchio, quindi se un prodotto non ha un determinata certificazione non significa che quella determinata azienda non rispetti quel protocollo particolare.

Non tutti i prodotti commerciali hanno ingredienti dannosi, per questo è importante saper leggere le etichette, non saranno ecobio, ma almeno non sono dannosi.

Informatevi sempre, non fermatevi alle etichette scritte a caratteri cubitali, “NO SILICONI, NO PARABENI”, o alla semplice presenza delle parole bio o phyto, perché spesso sono specchietti per allodole, e in realtà non sono per niente naturali e magari contengono quei prodotti che a gran voce dicevano di non contenere.

Il discorso è comunque molto vasto, spero di aver dato almeno uno spunto per iniziare a guardare con un po’ di occhio critico i prodotti che utilizzate abitualmente.


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Nella foresta del bradipo di Anouck Boisrobert e Louis Rigaud

Copertina - nella foresta del bradipo

Copertina – nella foresta del bradipo

Quello di oggi è un altro consiglio di lettura. Il Natale si avvicina, perché non mettere sotto l’albero un bel libro?

E questo è proprio speciale.

Credo sia stato il libro che per primo mi ha avvicinato alla letteratura per l’infanzia, e sono sicura che tutti i bambini cresciuti lo apprezzeranno.

E’ uno di quei libri pop-up, che affascinano tanto grandi e piccini; racconta la storia di un bradipo che vive abbracciato al suo albero, in mezzo alla foresta, nella lentezza e noncuranza. Non si smuove neanche quando arrivano uno dopo l’altro i mezzi che iniziano a disboscare la foresta, e fanno scappare tutti gli altri animali. Il lettore è immerso nella continua evoluzione della foresta, e tocca con mano i danni che l’uomo arreca all’ambiente naturale, mettendo in pericolo la vita delle specie animali, tra cui quella del nostro amico bradipo brasiliano tridattilo, che continua a rimanere penzoloni sul suo albero. Riuscirà a salvarsi?

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Ciò che rende speciale questa piccola opera d’arte è certamente il messaggio positivo che trasmette: è tutto nelle nostre mani e non è mai troppo tardi per fermare la distruzione della foresta amazzonica, e in generale della natura.

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Inoltre è stampato con inchiostri di soia su carta proveniente da foreste gestite in modo sostenibile.

La casa editrice è la Corraini Edizioni, che presenta una catalogo molto ricco di libri davvero affascinanti, e che collabora con autori del calibro di Bruno Munari.

Fate un giro nel loro sito, rimarrete a bocca aperta e vorrete averli tutti!

Invece qui trovate altri consigli di lettura.