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Trashout: l’app per segnalare le discariche abusive

Ho sempre pensato che abbandonare i rifiuti per strada o nelle campagne è quanto di più stupido si possa fare.

Purtroppo non tutti si rendono conto che, oltre a fare del male all’ambiente e quindi a noi stessi, è uno spreco inutile di risorse economiche. Come citava un famoso cartello, che un comune cittadino di Altamura si era preso la briga di installare, “Chi abbandona i rifiuti è per tre volte…” ingrato:

1) perché li potrebbe depositare comodamente nel cassonetto all’uscita di casa

chi_inquina

2) perché paga ugualmente la tassa sui rifiuti” (e sarebbe un ulteriore spreco) e

3) perché per quel poco che gli resta ancora da vivere potrebbe godersi un ambiente più salutare.

Cosa possiamo fare noi, comuni cittadini, per limitare questa inciviltà ?

Dando per scontato che nessuno di voi abbandona i rifiuti in giro, abbiamo il diritto e dovere di fare le lavate di testa a chi invece pensa di non fare alcun danno, senza rendersi invece conto che il danno c’è, eccome! Quindi informare e dare l’esempio è sempre cosa buona e giusta.

Inoltre, visto che fortunatamente le questioni ambientali stanno sempre più a cuore a molte persone, volevo segnalarvi questa fantastica app: Trashout, un progetto di salvaguardia ambientale che mira a localizzare e mappare le discariche abusive in tutto il mondo.

È disponibile per IPhone, Android e Windows phone, quindi non avete scuse! E poi è molto semplice.

Una volta installata permetterà di segnalare le discariche illegali, con l’obiettivo finale di eliminarle, per un ambiente più sano e più pulito.

Ognuno di noi può contribuire alla risoluzione del problema, aiutando anche associazioni e istituzioni a migliorare e proteggere l’ambiente in cui viviamo.

Cosa aspettate? Installate e segnalate! trashout

Io l’ho già fatto 🙂 🙂 🙂


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Perché e come smaltire l’olio

A chi non piacciono le patatine fritte? E una bella fritturina mista di pesce? Benissimo, non è il massimo per la dieta, ma ogni tanto ce lo possiamo permettere.

Ma l’olio che abbiamo usato? Che fine gli facciamo fare? E’ prassi comune versarlo nello scarico del lavandino o del water, o ancora smaltirlo nella terra delle nostre piante. Niente di più sbagliato!

L’olio d’oliva, si sa, è un alimento molto pregiato, ricco di vitamine e antiossidanti, ingrediente immancabile nella nostra dieta mediterranea, ma anche alleato della nostra bellezza, per la cura di unghie e capelli.

Purtroppo però non è altrettanto benefico per il sottosuolo e le acque.

Infatti se smaltito negli scarichi può finire in fiumi, laghi e mari e formare un velo sull’acqua che blocca l’ossigenzione dell’ambiente marino e impedisce ai raggi solari di penetrare, mettendo in pericolo la flora e la fauna, causando danni ambientali; se raggiunge le falde acquifere rende l’acqua non potabile, compromettendo il funzionamento dei depuratori.

Anche lo smaltimento nel terreno è un gesto da non sottovalutare, infatti non è un concime, ma al contrario impoverisce il terreno e impedisce alle piante l’assunzione delle sostanze nutritive.

Allora cosa fare? Bisogna predisporre dei recipienti, ad esempio i vasetti di vetro grandi delle conserve (che come sempre abbondano in casa ed è un ottimo modo per riutilizzarli), dopo aver fatto raffreddare l’olio lo si versa nel recipiente scelto.

Tempo fa era consigliato, in mancanza di altri mezzi, di buttare i recipienti nell’indifferenziata, ma in questo modo il rischio che il recipiente si rompa e l’olio si disperda è alto, per fortuna le città si sono attrezzate, e molto spesso ci sono degli spazi predisposti per la raccolta dell’olio, le isole ecologiche.

Immagine

In Italia ad occuparsi del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e del recupero di oli e grassi esausti è il CONOE (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali e animali esausti):

http://www.conoe.it/

Per quanto riguarda Torino ci sono informazioni utili sul sito dell’amiat:

http://www.comune.torino.it/circ2/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1914

Anche nella provincia di Lecce, come in tutta la Puglia, si è provveduto a collocare i bidoni per la raccolta in diversi comuni.:

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=108970

Se non sono presenti isole ecologiche o bidoni, ci si può rivolgere alle attività commerciali, come ad esempio i ristoranti vicini.

Molti sono anche i distributori di benzina e i supermercati che ritirano gratuitamente l’olio e che tramite ditte specializzate lo trasformano in biodiesel, lubrificanti vegetali, glicerina e saponi.

Quindi con un piccolo sforzo da parte nostra possiamo investire nel futuro, creando riparmio economico sul lungo periodo e per la collettività e senza dubbio dare una mano all’ambiente.