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Comuni ecologici

Domenica sono finalmente riuscita a visitare e fare il bagno nella Grotta della Poesia, Marina di Melendugno, nella provincia di Lecce. È un posto magnifico, se fate un giro da queste parti vi consiglio di visitarla.

 
Mentre andavo via sono passata davanti a quest’isoletta ecologica e mi sono rallegrata. È bello vedere che i comuni danno la possibilità ai bagnanti di preservare l’ambiente.

 
E noi ovviamente dobbiamo impegnarci a tutelarlo e rispettarlo sempre, anche d’estate!


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Il sole bacia… chi si protegge

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Stavo pensando a quale argomento dedicare il prossimo post, e mi sono detta che visto che ormai l’estate è alle porte e la voglia di mettere da parte questo colorito grigiastro per uno più sano e dorato sta crescendo, perché non parlare dell’abbronzatura, ma soprattutto dei solari?

Il mio stile di vita in un’ottica più green ha coinvolto anche il mio beauty, sto pian piano sostituendo i cosmetici classici, comprati in profumeria o supermercato, con quelli eco bio; anche questo è un passaggio che non costa fatica, anzi forse è uno di più divertenti e piacevoli. Così, quando mi sono trovata a pensare che dovevo comprare dei nuovi solari, per quest’anno la scelta è caduta in automatico su dei solari eco bio.

Ma cosa hanno di diverso dai solari classici? E soprattutto sono ugualmente efficaci?

Innanzitutto, poco tempo fa, ho letto di alcune prove effettuate in Inghilterra sui solari più diffusi (che erano quelli che prima compravo ad occhi chiusi ahimè). Sebbene le confezioni e le pubblicità garantiscano un’elevata protezione è stato provato che la realtà dei fatti è completamente diversa. Infatti il fattore di protezione effettivo era inferiore a quello indicato.

Inoltre queste creme contengono alcune sostanze chimiche che sono dannose sia per la nostra salute che per il nostro ambiente. Gli Inci sulle confezioni riportano tutto, inizialmente vi sembrerà di leggere un testo in aramaico antico, ma poi piano piano ci si fa un po’ l’occhio.

Alcune di queste sostanze “cattive” (  Esulizole, Padimate-O, Benzophenone-3, Octinoxate, Octocrylene, Avobenzone, Methylbenzylidene camphor, Triclosan e parabeni) sono dei veri e propri veleni che interferiscono col nostro organismo, poiché spesso hanno attività estrogene, e con il delicato ecosistema marino. Il 4-Methylbenzyliden Camphor ad esempio è una di quelle sostanze diffuse e che è sotto osservazione da anni perché ad alto rischio di tossicità.

Perché allora non affidarsi a solari eco bio? A differenza dei solari chimici, i solari eco bio si servono di filtri fisici e vegetali, sostanze semplici, costituite da minerali polverizzati, non contengono conservanti, ingredienti derivati dal petrolio o di origine animale e sono ipoallergenici. Non male eh? E oltre a garantire una sana protezione sono anche ricchi di principi attivi presenti nelle sostanze vegetali che li compongono.

Lanciamoci alla scoperta di questi nuovi prodotti, non dimenticando le sane e buone abitudini di sempre: prendere il sole nelle ore meno calde, applicare il solare dopo il bagno o aver sudato, idratarsi e mangiare tutta la buona frutta che questa stagione ci offre!


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Piccoli passi

Ricordo ancora che vent’anni fa, quando ero alle elementari, l’intera scuola fu coinvolta in un laboratorio che trattava le tematiche ambientali, in particolare un’associazione allestì uno spettacolino che ci illustrava i pericoli causati dai sacchetti e dalle bottiglie di plastica che inquinavano i nostri mari. Ci raccontarono che spesso i sacchetti venivano scambiati per cibo dagli abitanti del mare, causando disastri per l’intera catena alimentare.

Probabilmente l’immagine di un delfino o una tartaruga soffocati dai sacchetti  mi colpì profondamente, così sono sempre stata attenta al loro smaltimento e ho sempre preferito utilizzare le borse di tela. Le ho sempre trovate comodissime, ormai ce ne sono di tutti i tipi, e il vantaggio è che sono leggere, si possono tenere in borsa e lavare velocemente in lavatrice.

Ci sono voluti un po’ di anni, ma finalmente anche i supermercati e negozi sono molto attenti, dal 1° Gennaio 2011 è addirittura vietato commercializzarli, e sono stati sostituiti dai sacchetti biodegradabili al 100%. Il bello di questi sacchetti, oltre al fatto che hanno un impatto ambientale veramente basso, è che si possono utilizzare per la raccolta differenziata del cosiddetto umido.

Oltre ad aver limitato l’uso dei sacchetti di plastica, ho anche dimezzato l’uso di bottiglie e flaconi.

Preferisco riempire alcune bottiglie di vetro con l’acqua del rubinetto invece che comprare e dover smaltire tonnellate di bottiglie di plastica. E ai detersivi del supermercato ho sostituito quelli alla spina. Posso riempire lo stesso flacone più e più volte.

I negozi che vendono alla spina sono ormai diffusi in tutt’Italia, ed è possibile acquistare diversi prodotti, anche alimentari, eliminando completamente gli imballaggi, come accadeva diversi decenni fa, quando nelle botteghe si poteva acquistare la quantità di prodotto desiderato ed era prassi diffusa vendere prodotti sfusi.

Sono piccoli passi che ci aiutano ad acquisire una buona consapevolezza nei confronti delle cose che utilizziamo quotidianamente e che possiamo modificare in una prospettiva  più sostenibile, in difesa dei nostri mari e dell’ambiente.