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idee per una vita sostenibile


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Si può fare!

Felicissima per aver fatto il mio dovere di buona cittadina, cioè aver portato all’ecocentro gli elettrodomestici non funzionanti, le lampadine fulminate, l’olio esausto, in sella alla mia bici mi avviavo verso casa, sulle note di Edward Sharpe e la sua “Man on fire”.

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Ferma al semaforo, ho iniziato a guardarmi attorno, all’orizzonte si stagliavano le colline torinesi, Superga faceva capolino, la neve qua e là piano piano si scioglieva sotto i raggi caldi del sole di oggi; poi ho visto lui…

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Lo strato di smog!

E allora mi sono chiesta, un po’ amareggiata, “a che serve che io mi carichi come un mulo, per andare a gettare i rifiuti correttamente a più di 3km da casa, anziché buttare tutto nell’indifferenziato sotto casa, se alla maggior parte delle persone non importa niente della salute del pianeta sul quale viviamo?”
Però no, non farò prevalere questi sentimenti di avvilimento, ma continuerò a fare la cosa giusta! Se lo facciamo tutti possiamo cambiare le sorti dell’ambiente e rendere le nostre città un posto migliore dove abitare!
Per citare Frederick di Frankenstein Junior: “SI PUÒ FARE!!

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Perché e come smaltire l’olio

A chi non piacciono le patatine fritte? E una bella fritturina mista di pesce? Benissimo, non è il massimo per la dieta, ma ogni tanto ce lo possiamo permettere.

Ma l’olio che abbiamo usato? Che fine gli facciamo fare? E’ prassi comune versarlo nello scarico del lavandino o del water, o ancora smaltirlo nella terra delle nostre piante. Niente di più sbagliato!

L’olio d’oliva, si sa, è un alimento molto pregiato, ricco di vitamine e antiossidanti, ingrediente immancabile nella nostra dieta mediterranea, ma anche alleato della nostra bellezza, per la cura di unghie e capelli.

Purtroppo però non è altrettanto benefico per il sottosuolo e le acque.

Infatti se smaltito negli scarichi può finire in fiumi, laghi e mari e formare un velo sull’acqua che blocca l’ossigenzione dell’ambiente marino e impedisce ai raggi solari di penetrare, mettendo in pericolo la flora e la fauna, causando danni ambientali; se raggiunge le falde acquifere rende l’acqua non potabile, compromettendo il funzionamento dei depuratori.

Anche lo smaltimento nel terreno è un gesto da non sottovalutare, infatti non è un concime, ma al contrario impoverisce il terreno e impedisce alle piante l’assunzione delle sostanze nutritive.

Allora cosa fare? Bisogna predisporre dei recipienti, ad esempio i vasetti di vetro grandi delle conserve (che come sempre abbondano in casa ed è un ottimo modo per riutilizzarli), dopo aver fatto raffreddare l’olio lo si versa nel recipiente scelto.

Tempo fa era consigliato, in mancanza di altri mezzi, di buttare i recipienti nell’indifferenziata, ma in questo modo il rischio che il recipiente si rompa e l’olio si disperda è alto, per fortuna le città si sono attrezzate, e molto spesso ci sono degli spazi predisposti per la raccolta dell’olio, le isole ecologiche.

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In Italia ad occuparsi del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e del recupero di oli e grassi esausti è il CONOE (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali e animali esausti):

http://www.conoe.it/

Per quanto riguarda Torino ci sono informazioni utili sul sito dell’amiat:

http://www.comune.torino.it/circ2/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1914

Anche nella provincia di Lecce, come in tutta la Puglia, si è provveduto a collocare i bidoni per la raccolta in diversi comuni.:

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=108970

Se non sono presenti isole ecologiche o bidoni, ci si può rivolgere alle attività commerciali, come ad esempio i ristoranti vicini.

Molti sono anche i distributori di benzina e i supermercati che ritirano gratuitamente l’olio e che tramite ditte specializzate lo trasformano in biodiesel, lubrificanti vegetali, glicerina e saponi.

Quindi con un piccolo sforzo da parte nostra possiamo investire nel futuro, creando riparmio economico sul lungo periodo e per la collettività e senza dubbio dare una mano all’ambiente.