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idee per una vita sostenibile


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Usi alternativi del tè

Stamattina mentre sorseggiavo il mio tè fissavo le foglioline inumidite e mi chiedevo che cosa avrei potuto farne. Mi dispiaceva abbandonarle già nel secchio dell’umido ed ero certa che avrei potuto riutilizzarle. E infatti è bastato fare una ricerca velocissima sul web per trovare un’infinità di spunti.

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Pulizie e igiene

Deodorante per frigorifero: le foglioline già utilizzate per il nostro tè possono aiutare ad assorbire i cattivi odori del frigo. Basta farle asciugare e metterle all’interno del frigorifero in una ciotolina.

Pot-pourri: dopo averle fatte asciugare, le foglioline possono essere mescolate a scorze di agrumi essiccate e spezie, come ad esempio cannella e chiodi di garofano, per ottenere il vostro pot-pourri.

Sacchetti profumati: sempre dopo averle fatte asciugare, le foglioline possono essere messe in dei sacchettini di organza e arricchiti o con fiori di lavanda o con qualche goccia di olio essenziale per profumare l’armadio o l’automobile.

Bellezza

Pediluvio: si possono mettere in infusione una seconda volta e utilizzare il tè per un pediluvio rinfrescante;

Collutorio: rimettendo in infusione una seconda volta, magari aggiungendo qualche foglia di menta, si ottiene un efficace collutorio; lo stesso infuso si può utilizzare per fare dei gargarismi in caso di mal di gola, poiché il tè ha una potente azione antibatterica;

Tonico: il tè ottenuto dalla seconda infusione arricchito con qualche goccia di limone diventa un tonico;

Decongestionante: il tè è ottimo per alleviare le borse sotto gli occhi. Si possono utilizzare direttamente le bustine, o se anche voi come me utilizzate il tè sfuso, si possono intingere dei dischetti di cotone nel tè e applicarli sugli occhi.

Lo stesso infuso è ottimo anche per alleviare scottature, arrossamenti e per far andare via più in fretta i brufoletti.

Giardinaggio

Fertilizzante: il tè verde è un ottimo fertilizzante. Si possono mettere le foglioline in infusione per un paio di giorni e utilizzare l’acqua per innaffiare le vostre piante.

Io credo che oggi proverò a fare il collutorio. E voi? Avete qualche idea?

2015-11-21 09.54.09E ricordatevi che comprare il tè sfuso aiuta ad eliminare molti imballaggi!

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Comuni ecologici

Domenica sono finalmente riuscita a visitare e fare il bagno nella Grotta della Poesia, Marina di Melendugno, nella provincia di Lecce. È un posto magnifico, se fate un giro da queste parti vi consiglio di visitarla.

 
Mentre andavo via sono passata davanti a quest’isoletta ecologica e mi sono rallegrata. È bello vedere che i comuni danno la possibilità ai bagnanti di preservare l’ambiente.

 
E noi ovviamente dobbiamo impegnarci a tutelarlo e rispettarlo sempre, anche d’estate!


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Rottamo e ci guadagno!

Avete degli ombretti dell’anteguerra? E quel rossetto che vi piaceva tanto qualche tempo fa e che ora vi sembra così terribilmente fuori moda? Per non parlare del fondotinta che sembrava della giusta tonalità per il vostro incarnato e che invece avete proprio sbagliato a scegliere! O magari sono solo un po’ vecchiotti, o ancora con un INCI da paura. Bene!! Mettete tutto in un sacchetto e correte da Tigotà o da Sephora.

Sono gli ultimi giorni per approfittare degli sconti per la rottamazione.

Da Tigotà, rottamando il vostro vecchio make up potrete avere uno sconto del 25% da applicare sull’acquisto di un nuovo prodotto (esclusi prodotti in promozione). Avete tempo fino al 31 Marzo!

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Da Sephora invece vale solo per il fondotinta, e potete acquistarne uno nuovo col 20% di sconto. Avete tempo fino al 13 Aprile.

Il mio lo acquistai lo scorso anno proprio con questa promozione e mi trovo divinamente! 😀

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Potreste approfittarne per comprarne uno formulato bene. Non sarà ecobio ma almeno è un buon inizio per disfarsi degli odiosi siliconi!

E poi ammettiamolo, gli sconti ci piacciono da morire!


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Prove di giardinaggio

Una delle poche cose che ha reso il rientro dalle vacanze meno tragico, è stato ritrovare le mie amate piantine ancora verdi e rigogliose.

irrigazione a goccia solare

Prima di partire ho fatto un po’ di ricerche sui metodi da utilizzare per assicurare acqua sufficiente per tre settimane; oltre a utilizzare il vecchio metodo delle bottigliette d’acqua leggermente forate, che vanno benissimo per le piantine piccole, ho voluto testare il metodo dell’irrigazione a goccia solare. Il risultato è stato molto soddisfacente, complice anche questo agosto per niente arido, anzi anche un po’ piovoso.

Ma in cosa consiste? Innanzitutto realizzarla è molto semplice è un ottimo modo per dare nuova vita alle bottiglie di plastica, infatti ho utilizzato bottiglie di varie dimensioni, in particolare delle bottigliette da mezzo litro, a cui ho tagliato il fondo, e delle bottiglie da un litro e mezzo, da cui ho eliminato la parte superiore.

La bottiglietta piccola è stata inserita nella terra e riempita d’acqua, mentre quella grande è stata messa capovolta a coprire quella piccola. In questo modo l’acqua presente, evaporando si poggia sulle pareti della bottiglia grande, scivolando poi nella terra.

Non è semplice? Provate e non ve ne pentirete!


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Differenziati. Differenzia bene. -vetro-

Il vetro è probabilmente l’elemento più facile da riciclare.

La leggenda narra che furono i Fenici, circa 3000 anni fa, a scoprire il vetro, quasi per sbaglio; e pare che quello che utilizziamo ora non si differenzi poi molto da quello utilizzato dai Fenici.

Come per gli altri materiali occorre seguire dei semplici accorgimenti, affinché la nostra raccolta sia fatta in modo ottimale.

vetro

Bottiglie e vasetti vanno gettati dopo aver separato i tappi di metallo o plastica e aver eliminato possibili tracce organiche, in modo che i residui non permangano e compromettano il processo di recupero del vetro.

E’ possibile gettare i bicchieri di vetro e il cristallo.

Sono invece da non includere nella raccolta:

  • lampadine e neon
  • oggetti di ceramica e porcellana
  • pirofile in vetroceramica (pyrex)
  • specchi
  • finestre
  • schermi di computer e televisori
  • gli oggetti di grandi dimensioni, da conferire negli ecocentri.

Il vetro raccolto viene portato nei centri di trattamento del rottame, dove viene separato da ogni possibile corpo estraneo, diviso per colore e ridotto in piccole pezzature.

Il rottame di vetro viene poi consegnato alle vetrerie che lo mescolano alle materie prime normalmente utilizzate e danno nuova vita al vecchio vetro, che può essere riciclato molte volte.

Usando la fantasia e spulciando i vari blog si possono trovare anche simpatiche idee per poter riutilizzare quello che normalmente avremmo buttato.

Un modo molto originale di recuperare bottiglie di varie dimensioni è quello ideato da una cara amica ecodesigner, qui potete trovare le sue creazioni.

Buona raccolta!


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Differenziati. Differenzia bene. -plastica-

La natura e i suoi processi dovrebbero essere fonte di ispirazione per noi, dovremmo costantemente osservare e imitare. In natura nulla viene buttato via, ma esiste un circolo VIRTUOSO che permette di dare nuova vita a tutto ciò che ha terminato il proprio ciclo di vita. Allo stesso modo, noi dobbiamo imparare a valorizzare i rifiuti che produciamo. Ovviamente dovremmo imparare a produrne meno, quando non è possibile farlo bisogna affidarsi alla raccolta differenziata.

Perché differenziare? Perché è il modo migliore per preservare le risorse naturali, limitando l’inquinamento e garantendo anche un notevole risparmio economico. Con il riciclo di 1.000 tonnellate di plastica  si ottiene il risparmio di circa 3.500 tonnellate di petrolio.

Purtroppo però, sebbene la raccolta differenziata sia entrata nelle abitudini di molti, sono ancora tanti gli errori che facciamo. Innanzitutto è bene fare riferimento alle tabelle che ogni comune distribuisce ai propri cittadini, inoltre c’è anche la tecnologia che ci da una mano, ci sono infatti numerose applicazioni da interrogare in caso di dubbi, e sviluppate ad hoc per determinate città.

Innanzitutto è bene specificare che  tutte le plastiche prese isolatamente sono riciclabili, ma talvolta nel flusso della raccolta differenziata finiscono anche imballaggi che non possono essere avviati a riciclo. Questo perché o sono troppo piccoli, o contaminati da altri rifiuti, o c’è la compresenza di più materiali non del tutto riciclabili. Quello che possiamo fare noi è attenerci alle regole del nostro comune o dell’azienda che si occupa della raccolta, e che selezionerà poi le tipologie di plastica a livello industriale a fine raccolta.

Inoltre con  piccoli e semplici trucchetti possiamo evitare i piccoli errori che compromettono la qualità della raccolta:

– bisogna riciclare solo gli imballaggi, quindi tutto ciò che è concepito per contenere, proteggere, trasportare delle merci;

– utilizzare sacchetti dello stesso materiale del rifiuto da differenziare: la plastica in un sacchetto di plastica;

– pennarelli, biro e giocattoli in plastica NON si riciclano, quindi bisogna buttarli nell’indifferenziata;

– le confezioni di biscotti, caffè e pasta NON devono essere gettati nella plastica, ma per essere sicuri controllare le confezioni, alcune riportano le indicazioni specifiche, il simbolino di untriangolo con codice 07 indica che non è riciclabile;

– i tappi di plastica possono seguire tranquillamente il proprio contenitore;

– bicchieri e piatti  di plastica, dal 1° Maggio 2012, si possono riciclare, ma non le posate, e prima di essere gettate bisogna assicurarsi di eliminare le tracce solide e liquide, senza sprecare troppa acqua;

– vaschette in polistirolo, per le quali però è bene seguire le linee guida del proprio comune; anche queste vanno lavate e asciugate prima di essere gettate.

E’ sempre bene comunque preferire prodotti che utilizzano imballaggi recuperabili ed ecocompatibili, o addirittura fare la spesa alla spina.

In alternativa ci sono tanti modi creativi per riutilizzare le bottiglie di plastica, ecco, ad esempio, cosa fanno in Nigeria.


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Perché e come smaltire l’olio

A chi non piacciono le patatine fritte? E una bella fritturina mista di pesce? Benissimo, non è il massimo per la dieta, ma ogni tanto ce lo possiamo permettere.

Ma l’olio che abbiamo usato? Che fine gli facciamo fare? E’ prassi comune versarlo nello scarico del lavandino o del water, o ancora smaltirlo nella terra delle nostre piante. Niente di più sbagliato!

L’olio d’oliva, si sa, è un alimento molto pregiato, ricco di vitamine e antiossidanti, ingrediente immancabile nella nostra dieta mediterranea, ma anche alleato della nostra bellezza, per la cura di unghie e capelli.

Purtroppo però non è altrettanto benefico per il sottosuolo e le acque.

Infatti se smaltito negli scarichi può finire in fiumi, laghi e mari e formare un velo sull’acqua che blocca l’ossigenzione dell’ambiente marino e impedisce ai raggi solari di penetrare, mettendo in pericolo la flora e la fauna, causando danni ambientali; se raggiunge le falde acquifere rende l’acqua non potabile, compromettendo il funzionamento dei depuratori.

Anche lo smaltimento nel terreno è un gesto da non sottovalutare, infatti non è un concime, ma al contrario impoverisce il terreno e impedisce alle piante l’assunzione delle sostanze nutritive.

Allora cosa fare? Bisogna predisporre dei recipienti, ad esempio i vasetti di vetro grandi delle conserve (che come sempre abbondano in casa ed è un ottimo modo per riutilizzarli), dopo aver fatto raffreddare l’olio lo si versa nel recipiente scelto.

Tempo fa era consigliato, in mancanza di altri mezzi, di buttare i recipienti nell’indifferenziata, ma in questo modo il rischio che il recipiente si rompa e l’olio si disperda è alto, per fortuna le città si sono attrezzate, e molto spesso ci sono degli spazi predisposti per la raccolta dell’olio, le isole ecologiche.

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In Italia ad occuparsi del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e del recupero di oli e grassi esausti è il CONOE (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali e animali esausti):

http://www.conoe.it/

Per quanto riguarda Torino ci sono informazioni utili sul sito dell’amiat:

http://www.comune.torino.it/circ2/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1914

Anche nella provincia di Lecce, come in tutta la Puglia, si è provveduto a collocare i bidoni per la raccolta in diversi comuni.:

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=108970

Se non sono presenti isole ecologiche o bidoni, ci si può rivolgere alle attività commerciali, come ad esempio i ristoranti vicini.

Molti sono anche i distributori di benzina e i supermercati che ritirano gratuitamente l’olio e che tramite ditte specializzate lo trasformano in biodiesel, lubrificanti vegetali, glicerina e saponi.

Quindi con un piccolo sforzo da parte nostra possiamo investire nel futuro, creando riparmio economico sul lungo periodo e per la collettività e senza dubbio dare una mano all’ambiente.