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La Casa dell’Acqua è arrivata!

Finalmente ci siamo! Tra pochi minuti sarà inaugurata la Casa dell’Acqua nel mio paese.

Casa dell'Acqua

Casa dell’Acqua

Era da un po’ che attendevo trepidante questo giorno. Credo che sia una piccola rivoluzione.
Con iniziative di questo genere, mirate all’ecosostenibilità, si può davvero credere in un futuro con meno bottiglie di plastica.
Inoltre in questo modo avremo la diminuzione delle sostanze inquinanti e della CO2 legate alla produzione e al trasporto delle bottiglie di plastica e la diminuzione dei costi per lo smaltimento dei rifiuti.
Il distributore di acqua self-service fornisce l’acqua potabile direttamente dalla rete idrica locale, quindi è “un’acqua a km 0”. I carboni attivi e i raggi UV permettono di avere un’acqua pura e correggono quel sapore che solitamente troviamo nell’acqua del rubinetto.
I costi sono poi davvero convenienti: 0,04 centesimi al litro per l’acqua naturale e 0,05 centesimi al litro per la gassata e per la naturale fredda.
Il sistema è poi programmato per erogare un litro per volta, evitando gli sprechi.
Il consiglio è quello di organizzarsi con delle bottiglie di vetro da litro, oppure dei contenitori più grandi, ad esempio da 5 litri da travasare poi a casa.

Inaugurazione fontana 24 aprile 1915

Inaugurazione fontana
24 aprile 1915

È un po’ un ritorno alle origini, quando i nostri genitori e i nostri nonni andavano a prendere l’acqua alla fontana del paese. Loro sì che erano eco-sostenibili.

Questa è una bellissima filastrocca di Roberto Piumini.

Vi lascio anche le parole della canzoncina che i bambini canteranno oggi all’inaugurazione.
Perché l’educazione all’ambiente delle nuove generazioni è la chiave per un futuro più sostenibile!

“Qui c’è un bene preziosoacqua
cui non facciamo caso,
acqua, acqua che dono per ogni creatura.

Nasce dalle montagne
scorre nelle campagne
placa la nostra sete
in ogni momento è vita per noi

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua azzurra che disseta.

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua che fa bene a noi.

Del tuo bene prezioso facciamo buon uso
acqua noi non ti dobbiamo sprecare
scorri dalle sorgenti
ci fai tutti contenti
ora ti rispettiamo e ci dissetiamo venendo da te

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua azzurra che disseta.

Acqua pulita
Acqua pura
Acqua limpida
Acqua che dà vita
Acqua che fa bene a noi. ”

Acqua che dà vita – Gabriella Marolda
Una città pulita
https://itunes.apple.com/it/album/una-citta-pulita/id464047163

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Eventi Green della mia Estate Salentina

Sì… sto cercando di farmene una ragione: l’estate sta finendo. Fa già più fresco e la mia gola ne ha già risentito (sono corsa ai ripari con un fantastico rimedio naturale!).
Per fortuna, però, mi porto con me delle splendide esperienze, oltre che una favolosa abbronzatura 😉

È stata un’estate ricca, e la cosa che più mi è piaciuta è stato vedere quanto le tematiche ambientali e la salvaguardia della natura abbiano preso piede.

Ho iniziato la mia estate green domenica 2 agosto, con la festa di inaugurazione dei “nuovi rifugi d’artista” all’interno del Parco dei paduli (ve ne avevo parlato qui) dove sono stati presentati i nuovi progetti vincitori di “Nidificare i Paduli”. Il parco si sta trasformando in un museo a cielo aperto, le opere sono un omaggio alla natura e a ciò che ci offre. Quest’anno durante il workshop sono state realizzate la “Nziddha” e “L’osservatorio dei sogni”.
La serata è stata allietata dal quartetto d’archi Dissonanze, seguito dai djset di Joao Capoca, Stefano Scuro e Errico “Ruspa” Carcagni.

Durante la serata si poteva degustare l’olio prodotto dagli alberi presenti negli oliveti abbandonati che sono stati recuperati da questo progetto.

Nella notte tra il 3 e il 4 agosto invece l’esperienza più magica e suggestiva di tutta l’estate. L’Alba in jazz, evento all’interno del Locomotive Jazz Festival, a Marina Serra.

Alba in Jazz

Dalle 2:00 alle 4:00 moltissime persone hanno aspettato l’alba con quella potenza di donna che è Fiorella Mannoia, accompagnata da Raffaele Casarano 6tet, William Greco, Marco Bardoscia, Marcello Nisi, Alessandro Monteduro e Carlo De Francesco. Sulle note di Sally e Quello che le donne non dicono abbiamo contemplato il sorgere del sole.

Tra una pezzo e l’altro Fiorella si è espressa contro le trivelle e gli abusi sul patrimonio naturalistico e sull’importanza della difesa del territorio. Sugli abusi subiti dal Meridione, ha fatto cenno a Terroni, scritto da Pino Aprile. È bello vedere che anche le persone dello spettacolo sono testimoni dell’impegno sociale e ambientale. Penso che tramite loro i messaggi possano arrivare molto lontano. 

L‘intero Festival, che era stato presentato tra gli alberi della Villa Comunale di Lecce, il cui tema era “L’equilibrista”, ha messo al centro dell’attenzione l’ambiente, la tutela del paesaggio e il rispetto delle bellezze storiche e architettoniche, in collaborazione con il FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Il 16 agosto invece è toccato al concerto dei Negrita, località Porto Selvaggio.

A parte il bellissimo concerto (per il quale in realtà ci sono state delle polemiche e un esposto da parte delle associazioni ambientaliste Fare Verde, Italia Nostra e Lipu per valutare la compatibilità dell’evento con l’area naturale protetta di Porto Selvaggio) la cosa che mi ha piacevolmete colpito è stata trovare un banchetto di Ecofesta Puglia, l’isola ecologica per la raccolta differenziata e i loro informatori ecologici. Ecofesta, che non conoscevo, è una certificazione che permette di ridurre l’impatto ambientale degli eventi che si organizzano. In che modo? Grazie alla riduzione e differenziazione dei rifiuti, la compensazione delle emissioni di CO2, l’informazione e la sensibilizzazione.

Questo è il simpatico gadget che mi è stato regalato 🙂

Caramella di compost ottenuto con i rifiuti di eventi

Caramella di compost ottenuto con i rifiuti di eventi

E infine l’evento più importante per quel che riguarda l‘agricoltura sostenibile, l’eco-artigianato, la tutela del territorio e della biodiversità locale e la salute dell’ambiente: la Notte Verde di Castiglione d’Otranto il 29 agosto.

I promotori di questa iniziativa sono gli attivisti dell’associazione Casa delle Agriculture Associazione Tullia e Gino Girolomoni  e il Comitato Notte Verde.

La serata del 29 agosto è stata preceduta dal “Preludio alla Notte Verde” , il 27 e 28 agosto, con due workshop in cui si è discusso di bioarchitettura, è stata presentata la prima casa in calce canapa del Salento, e della promozione di una cultura dell’alternativa ai pesticidi e dell’alimentazione responsabile.

L’importante novità di questa IV edizione è stata la possibilità di raggiungere Castiglione con la bicicletta, attraverso la ciclovia temporanea: percorsi rurali illuminati in maniera sostenibile da fonti alternative di energia e attraversata da segnaletica temporanea, a cura dell’associazione Città Fertile.

Una meravigliosa luna piena ci ha accompagnato alla scoperta di questo evento. Entrando dalla Strada Maestra della Biodiversità, la prima cosa che mi sono trovata davanti è stata una lunga distesa di spighe dorate. L’attenzione è puntata sulla riproduzione delle nostre specie autoctone e il recupero della biodiversità cerealicola, orticola, frutticola. Erano presenti anche Associazione Presenteèfuturo , Salento Km0 con la mappa del Salento sostenibile e una piccola mostra pomologica, Banca dei Semi Salentini con i semi e le piante tradizionali per preparare l’orto per l’inverno, Vivaio Roberto de Giorgi, Mulino Maggio con le farine.

In piazza si stava già esibendo Stu Larsen, cantautore australiano. Dopo aver suonato in tutto il mondo con l’amico Mike Rosemberg (Passenger), ha presentato il suo album Vagabond qui, nella sua unica data in Puglia.

Dalla piazza la notte verde si snoda in tutte le stradine del centro storico, ogni strada è dedicata a un tema specifico:

La Corte del Pane

Un forno a pietra acceso al quale si alterneranno quattro maestri panificatori salentini ognuno con il suo lievito madre, la sua sensibilità e esperienza.

con Ass. Auser, G. Giancane, Luigi Musarò, Az. Agricola Fontanelle

La Strada delle interazioni culinarie

Show cooking: I prodotti naturali salentini interagiscono con i saperi culinari di tutto il mondo.

con Osama Shorbaji (Palestina), Malek Iftikar (Pakistan), Ahmed Mohammad (Iraq) idubor Sylvester (Nigeria), Miduzul Mohammad (Bangladesh)

La Strada della Canapa

La canapa in molte delle sue tante possibilità: percorsi di trasformazione da fibra a filato e poi in tessuto, in biedilizia con la sperimentazione del composto calce canapa, alimentare con i suoi tanti utilizzi.

con Ass. Assocanapa, South Hemp Tecno, Az. Tessile Tre Campane, Casa delle Agriculture

La Strada del Parco Otranto – Leuca

I risultati dei laboratori SAC Porta d’Oriente e del progetto Joy che ha l’intento di costruire la comunità del Parco.

con il Parco Costa Otranto – S.M. Leuca e le tante associazioni, cooperative, artigiani e agricoltori coinvolti.

La Corte dei Pacci

Laboratorio su gusto, cultura, benessere e lettura delle etichette dei prodotti.

con Centro Studi Sergio De Risio

La Strada Partigiana

Le esperienze di attivismo più importanti del territorio salentino coordinate dal CSV Salento

La Strada della Vita

Il mondo dell’apicoltura, straordinaria pratica di vita

con Associazione regionale apicoltori Arap

Il Mercato Comune dei Frutti Minori

Vendita di ortaggi, prodotti da forno, cereali, farine, olio, vino, formaggi, confetture e altri prodotti dell’agricoltura organica e biologico del territorio salentino. Il Mercato è inteso anche come laboratorio condivisione di buone pratiche

La Strada dell’Artigianato

Dagli incudini per forgiare il ferro ai vimini da intrecciare per le panare. Laboratori e dimostrazioni di lavoro.

con gli artigiani del territorio

Corte del Paesaggio

Paesaggio bene comune” a partire dal progetto a cura di Ezio Sanapo l’elogio del bianco.

L’agorà di Casa delle Agriculture

Luogo conviviale e di ristoro per approfondire il progetto Parco Comune dei Frutti Minori e le attività continue di Casa delle Agriculture, motore della Notte Verde.

Fonte: https://casadelleagriculture.wordpress.com che vi raccomando di visitare.

Era presente anche l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti solidi urbani, Lombardi Ecologia, che distribuiva gratuitamente delle utilissime guide per la differenziata, e un piccolo omaggio con dei semini da piantare.

Poco prima di andare via, ci siamo accomodati sull’arena fatta di pallet per assistere alla divertentissima performance di P40, menestrello salentino.

Di sicuro il prossimo anno ci tornerò, chissà che non riesca a partecipare attivamente in qualche modo, qualche idea è già lì che prende forma. Intanto potete leggere un resoconto Notte Verde dettagliato, scritto da chi  ha dato vita alla Notte verde.

È un evento molto bello perché è un evento completo, che tocca tutte le tematiche importanti e necessarie per un progresso che valorizza la terra, perché delle alternative esistono, perché non servono strumenti potentissimi, ma solo tanto impegno e molte idee, perchè “chi semina utopia raccoglie realtà”.

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Comuni ecologici

Domenica sono finalmente riuscita a visitare e fare il bagno nella Grotta della Poesia, Marina di Melendugno, nella provincia di Lecce. È un posto magnifico, se fate un giro da queste parti vi consiglio di visitarla.

 
Mentre andavo via sono passata davanti a quest’isoletta ecologica e mi sono rallegrata. È bello vedere che i comuni danno la possibilità ai bagnanti di preservare l’ambiente.

 
E noi ovviamente dobbiamo impegnarci a tutelarlo e rispettarlo sempre, anche d’estate!


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Il paese dei coppoloni: presentazione ai Paduli

Ver

Esiste un posto magico, immerso nella natura, in quelle che sono chiamate le Terre di Mezzo. No, non siamo in un romanzo di J.R.R. Tolkien, ma nel Salento, nel Parco dei Paduli.
L’uliveto pubblico, candidato italiano al Premio del paesaggio del Consiglio d’Europa, è diventato la base di un progetto di Rigenerazione Urbana, che si pone l’obiettivo di creare dei servizi ecocompatibili. Da qui l’adozione dell’uliveto che era semi abbandonato, la sperimentazione di alloggi temporanei biodegradabili, la promozione della mobilità lenta, la valorizzazione dei sapori della tradizione contadina.
Il discorso è talmente ampio che dovrei scrivere un articolo lunghissimo, per approfondire vi consiglio vivamente di visitare il sito del Parco Agricolo Multifunzionale.
Il parco è teatro di numerosi eventi, non ultimo la presentazione del libro di Vinicio Capossela “Il paese dei Coppoloni” domenica 17 maggio.
L’autore ha chiesto alla casa editrice di non presentare il libro nelle solite librerie ma sulla viva terra; la presentazione in uno scenario bucolico come quello del Parco è stata a dir poco emozionante. Ecco com’è andata.

L’atmosfera che si respira ai Paduli è fiabesca, c’è qualcosa di magico. Ci si arriva attraverso delle stradine tortuose, tra muretti a secco, ulivi secolari e macchia mediterranea.
thumb_IMG_5632_1024-2Alle 18.00 c’è un gran fermento. Il pubblico è molto vario: i piccoli scorrazzano tra gli ulivi e i nidi, molti sono già seduti all’interno del cerchio magico su sacchi di iuta, balle di fieno e sull’arena di canne. C’è chi arriva a piedi, qualcuno in bici e persino a cavallo. Sembra di essere in un’altra dimensione. Dopo un’ora di attesa arriva Vinicio Capossela, seguito da Antonio De Marco e l’antropologo Eugenio Imbriani che ha introdotto e moderato l’incontro.
Poco prima dell’inizio il coro dei Paduli ha salutato l’autore con il canto “Xilella”, tema caldo, anzi caldissimo per chi come noi ha intrecciato la propria vita a quella degli ulivi.
E finalmente ci siamo lasciati trasportare dai voli pindarici dell’autore, che ci ha immersi in questa dimensione ancestrale << fatta di viandanza a piedi; i passi scandiscono il racconto, il battere del passo rafforza il legame con la terra; il protagonista del libro, scritto in 17 anni e figlio di uno sradicamento, è proprio un viandante.
Il paese dei coppoloni è ambientato nell’Irpinia, nel paese dell’Eco, dove c’è una sala per gli sposalizi, che si chiama casa dell’Eco, (in realtà e.c.a., ma Vinicio ha vissuto questi luoghi tramite il racconto e da bambino capiva eco).
Il paese sembra uscito da un quadro di Escher. L’orologio in piazza è fermo, in segno di lutto, alle otto meno venti, “l’ora in cui finì il mondo della civiltà contadina” con il terribile terremoto che distrusse e sconvolse l’Irpinia il 23 novembre del 1980.
In quella parte di paese è come se si fosse passati al tempo del mito; la trama è costruita dagli incontri quotidiani del protagonista con i bizzarri personaggi che portano uno stortonome, guadagnato con gesta e sfottimenti: c’è il Mandarino “pascitore di uomini”, Scatozza “domatore di camion” , la Totara, Cazzariegghio. C’è una serie di domande tipica del territorio che accompagna il viandante: “Chi siete? A chi appartenete? Cosa cercate? E quando ve ne andate?” Da quest’ultima sembra che sia una terra abituata a non trattenere chi vi si reca.
È un viaggio in una piccola comunità che costruisce un canto di insieme, ognuno aggiunge una strofa, chi racconta le storie compone un quadro epico.
Il silenzio è gravido di storie, che si possono ascoltare solo se si è pronti ad accoglierle. Si sentono le storie delle case, degli alberi, dei sentieri mai dritti e intricati. Le cose esistono se si è disposti a crederci.
Ciò che è importante è la civiltà della terra, la natura è la manifestazione della creazione.
Tutto è parte della creazione, il bene e il male rientrano in questo quadro. Il riavolo, il Patraterno; la musicalità è intrecciata al lessico, la erre è importante nel paese dell’Eco. Anche la musica è protagonista, c’è la musica da canto a sonetto, il canto a serenata e a ingiuriata, i canti nelle cumversazioni, la musica da ballo per gli sposalizi, quella per uccidere il maiale, il lamento funebre, la musica rurale.

L’uomo è di ostacolo alla conoscenza della natura. “Superare il proprio intralcio è la prima iniziazione per avere un maggiore contatto col mondo.” Per questo c’è bisogno di un animale guida. Molte popolazioni prendono il nome dall’animale totemico o lo adottano come simbolo: l’Irpinia dal lupo hirpus, come la Lucania, i Sanniti dal toro.
L’animale guida del protagonista è il tacchino, perché era l’animale con cui giocava da piccolo.
Potrebbe sembrare un animale stupido, in realtà ha origine dall’Oriente: Gallo d’India, turkey. Ci riporta all’infanzia, alla purezza iniziale perduta, all’iniziazione.
Abbiamo tutti l’idea di Itaca, e corrisponde all’idea di quella purezza iniziale.
Nel paese dell’eco ci si muove sotto la Luna, la grande madre delle anime.
Il paese dell’eco è la terra dei padri, nostalgia dell’infanzia del mondo.>>

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